comunicati stampa
21 FEBBRAIO
SOLIDARIETA’ ALLA FIOM PER LA QUESTIONE MARCEGAGLIA
Al presidio organizzato dalla FIOM davanti allo stabilimento della Marcegaglia noi del PRC-FDS ci siamo stati, per portare la nostra solidarietà ai lavoratori lasciati a casa e alla FIOM stessa che ha intrapreso la giusta battaglia contro l’applicazione del salario d’ingresso. Noi ci siamo stati assieme ad altri esponenti dei partiti, PCL, IdV, SEL, la Sinistra lista di Forlimpopoli, Destinazione, non abbiamo visto però nessun esponente del PD.
Sulla stampa anzi il Segretario Di Maio e altri esponenti del PD dichiarano che perdere posti di lavoro è un lusso che non ci si può permettere e che la contrattazione fra azienda e sindacati non deve essere un freno per lo sviluppo, insinuando che la lotta per i diritti dei lavoratori sia d’ostacolo alla crescita. Le considerazione del PD, in linea con la UILM e la FIM, sono una vera e propria bacchettata sulle mani alla FIOM-CGIL. Il sindacato più rappresentativo dei metalmeccanici sta rivendicando un diritto. Nello specifico la decisione di Marcegaglia, il cui stabilimento è tutt’altro che in crisi, di non rinnovare 6 dei 12 contratti a termine presenti in azienda (per gli altri 6 è stato annunciato il licenziamento fra un mese) si configura come una ritorsione, di fronte alla decisione del sindacato di non accettare il “salario di ingresso”, ossia un salario molto più basso per i nuovi assunti rispetto a quello degli altri lavoratori(27.000 euro in meno nei 6 anni). L’intento della proprietà è quello di segmentare i contratti a parità di mansioni svolte, un modo subdolo per peggiorare le condizioni di lavoro in fabbrica. Il PD, superando evidentemente il “ma anche” veltroniano, che teorizzava il partito a fianco dei lavoratori “ma anche “ degli industriali, ha scelto di stare definitivamente dalla parte dei grandi capitani d’industria. D’altronde è attualità la querelle interna al Partito Democratico sull’articolo 18; traslando la dichiarazione di Veltroni, forse il PD forlivese non appoggia il sindacato e soprattutto i lavoratori per non lasciare alla destra la Marcegaglia
NICOLA CANDIDO, Segretario PRC-SE Forlì
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13 FEBBRAIO
L’Imu e l’Amministrazione comunale
Italiani, popolo di sognatori alla ricerca di un idolo da adorare e venerare. Che centra con l’I.M.U.? C’entra eccome. L’Ici era una imposta patrimoniale iniqua poiché tassava indiscriminatamente tutti, anche i piccoli patrimoni acquisiti dopo anni di sacrifici, perciò prima il Centrosinistra e poi il Centrodestra ne esentarono, con varie modulazioni, l’applicazione sulla prima casa. Del resto, come è possibile ritenere giusta la tassazione, ad esempio, su un valore immobiliare di 150.000 euro, con aliquota al 6 per 1000, o altra aliquota, quando sulla stessa casa potrebbe gravare un mutuo anche fino al 80% del valore o è, comunque, frutto di anni di lavoro e non di un reddito elevato? Una giusta tassazione patrimoniale può avere come base di calcolo solo il netto oppure i patrimoni sopra il milione di euro, per i quali sarebbe sufficiente un’imposta dell’1% per avere lo stesso gettito dell’IMU. Per il novello Babbo Natale, Mario Monti, però, è più facile colpire i pensionati o i lavoratori invece che le grandi banche o i grandi patrimoni.
Premesso tutto ciò chi piange pianga se stesso, lo faccia il Pd forlivese e gran parte della base sindacale, lo faccia la maggioranza e l’opposizione. Il bilancio dei Comuni si fa su regole scritte da un Governo trasversale (PD-PDL-UDC) che ha ignorato le necessità degli enti locali e dei ceti deboli.
Oggi che il Comune di Forlì sta approvando il proprio Bilancio le perverse logiche nazionali stanno dispiegando le loro virulente conseguenze, ma anche a livello locale vi possono essere modalità di applicazione molto più eque.
Perciò, come tentare di rimediare a questa situazione disastrosa?
Innanzitutto, con un aliquota Imu al minimo sulla prima Casa, sulle medio-piccole attività produttive e non speculative, sugli immobili locati a canoni convenzionati e non, a condizione che entro 12 mesi il contratto venga adeguato.
Dall’altro lato, per bilanciare le minore entrate, occorre applicare un’aliquota massima IMU per i patrimoni più cospicui ed aumentare le addizionali IRPEF Comunali per i redditi sopra i 36.000,00 euro. Ultima opzione possibile e, realmente perseguibile, la lotta all’evasione del tributo, ICI per gli anni precedenti, e oggi per la nuova IMU. Ben vengano le convenzioni con l’Agenzia dell’Entrate per una “seria lotta comune all’evasione” ma dubitiamo che la macchina comunale possa incidere sull’internazionalizzazione del fenomeno “evasione fiscale” mentre molto si può fare sull’IMU, magari scoprendo le tante case affittate in nero.
Da ultimo, ci sembra incredibile la cocciuta ottusità dell’Amministrazione Comunale, che non solo non ha consultato i cittadini, le associazioni, i partiti ecc. che l’hanno eletta, ma si rende sorda anche agli appelli dei sindacati ed è sempre più arroccata nel suo presunto tecnicismo. Ci sembra infatti che come Monti il Sindaco Balzani sia pronto ad ascoltare le sollecitazioni delle categorie più forti e non la voce dei cittadini e dei ceti più deboli, facendo pagare il salasso della crisi e l’aumento di tasse e tariffe (acqua, luce e gas) ai più poveri, ai lavoratori e ai ceti medi produttivi. Oltre la neve ci sta sommergendo anche l’incapacità e l’arroganza.
Nicola Candido
Segretario del Partito della Rifondazione Comunista – FdS
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6 FEBBRAIO 2012
ESERCITO ITALIANO Spa?
A fronte dell’emergenza freddo e neve, la società intera si è mobilitata e si sono mobilitati anche i militari di stanza a Forlì.
Dai giornali abbiamo appreso che l’intervento dell’Esercito Italiano è avvenuto dopo una trattativa sul compenso che questi aveva richiesto.
E’ vero che oggi si privatizza tutto, che si persegue il fine di mercificare i rapporti sociali. Il mercato lo pretende, vuole controllare ogni ambito della nostra esistenza. Tuttavia, la notizia ci ha fortemente sorpreso, forse perché siamo ancorati all’idea che, perlomeno le Istituzioni, di fronte ad eventi eccezionali e al disagio della popolazione, diano il loro contributo senza prima chiedere: “Ma quanto mi paghi?”.
Ma chissà? Forse con questa furia di voler privatizzare ogni struttura pubblica (pardon liberalizzare), dovremo cominciare ad abituarci all’idea di avere un Esercito Italiano Spa, magari quotato in borsa, come si vorrebbe fare con la Protezione Civile.
I soldati sono impegnati anche per liberare i cassonetti della Nettezza Urbana, ci auguriamo che il compenso che deve essere loro corrisposto sia almeno sborsato da HERA (già lautamente pagata dai cittadini) e non dai Comuni.
Cosi come ci auguriamo che, a fronte dell’ondata di gelo, HERA non proceda alla chiusura dei contatori del gas degli inquilini morosi e, almeno per questo periodo, soprassieda.
Nicola Candido
Segretario del Partito della Rifondazione Comunista Fed. di Forlì – FDS
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31 GENNAIO 2012
IL FORUM DEI COMUNI PER I BENI COMUNI
Sabato 28 gennaio, al Teatro Politeama e al Maschio Angioino di Napoli si è tenuto IL FORUM DEI COMUNI PER I BENI COMUNI, a cui ha partecipato una delegazione forlivese di Rifondazione Comunista Federazione della Sinistra composta da Palmiro Capacci e Silvia Federici oltre alla sottoscritta.
Sono felice di poter dire di aver partecipato, anche in qualità di Assessore al Welfare del Comune di Predappio a questa iniziativa così importante e impegnativa.
La discussione si è articolata per tavoli di lavoro tematici, uno sull’economia del territorio e degli enti locali, uno sui beni comuni e servizi pubblici, un tavolo sulle politiche di welfare e del lavoro e uno su ambiente e nuovi modelli urbani. Questa modulazione di proposte aveva lo scopo di socializzare buone pratiche e fornire una cassetta degli attrezzi per tutti coloro che pensano la Democrazia come pratica attiva. La partecipazione è stato il leitmotiv della giornata; pensare, progettare, agire spazi in cui il cittadino sia l’effettivo protagonista della democrazia. I cittadini non devono essere dei soggetti passivi devono anzi diventare protagonisti della vita politica pubblica, amministrativa del loro territorio, devono potersi sentire liberi di proporre nuove forme di governance locale al tempo stesso si devono anche misurare con le problematiche che questo comporta.
Al Forum eravamo in tanti, amministratori locali, membri di associazioni, singoli interessati,ognuno con la proprie idee politiche, con il proprio ruolo, con la propria storia e le proprie proposte in un confronto sincero con la volontà di ritrovarsi nuovamente per lavorare insieme e produrre proposte politiche.
Sul palco nell’ultima parte della giornata sono intervenuti Nichi Vendola, Governatore della Puglia, Michele Emiliano, Sindaco di Bari, Massimo Zedda, Sindaco di Cagliari poi Antonio De Luca, operaio in mobilità della FIAT di Pomigliano iscritto alla FIOM, il cui intervento ha molto colpito la platea. Le conclusioni spettavano al padrone di casa Luigi de Magistris, Sindaco di Napoli, che ha condiviso le sue considerazioni politiche di critica al Governo Monti.
Dobbiamo capitalizzare l’esperienza vissuta a Napoli impegnando a costruire anche nel nostro territorio un forum in piccolo aperto alla progettualità e alla partecipazione.
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27 GENNAIO 2012
SOLIDARIETA’ A LAVORATORI C.T.E. BERTINORO
La situazione della C.T.E. di Bertinoro (stabilimento ex Bizzocchi) sta diventando sempre più difficile e la previsione di licenziare 23 lavoratori (come altrimenti definire gli esuberi), è un gesto inconsulto e privo di ragionevolezza. Impostare il piano industriale di un’azienda sull’eliminazione del vero valore aggiunto in possesso, ossia la professionalità e il know how delle persone che ci lavorano, è sintomo di un’idea poco innovativa della produzione basata sui tagli e non sul miglioramento produttivo.
Esprimiamo perciò tutta la nostra solidarietà ai lavoratori coinvolti (23 a Bertinoro e altrettanti a Rovereto) e il sostegno del nostro Partito alle azioni di lotta che i dipendenti e le organizzazioni sindacali vorranno intraprendere. In ogni caso, appoggiamo lo sciopero indetto in tutto il gruppo C.T.E. convinti che la lotta, se i lavoratori sono uniti, paga.
Resistere ad un tale atteggiamento aziendale oltre che giusto è anche doveroso, sia per il proprio futuro di singoli lavoratori sia per il territorio e per i cittadini del Comune di Bertinoro che rischierebbero di perdere un’importante realtà industriale.
Nicola Candido
Partito della Rifondazione Comunista – FdS
Silvia Federici
Lista Sinistra per Bertinoro
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25 GENNAIO 2012
Situazione politica a Civitella di Romagna
Da un anno a questa parte la situazione politica del Comune di Civitella di Romagna, a causa delle tensioni interne al PD locale, è in continua fibrillazione e rischia di compromettere il lavoro dell’Amministrazione. Più in generale, la crisi economica e i tagli del governo Monti hanno raggiunto anche le nostre “amate oasi”, mettendo in difficoltà non solo i cittadini, ma anche chi, come noi, ha amministrato questo Comune con senso di responsabilità, dedizione nella costruzione di un percorso condiviso e voglia di realizzare progetti nuovi.
La fase che stiamo per affrontare è delicatissima, dovremo predisporre il bilancio comunale con scarsissime risorse, ed in questa situazione dobbiamo purtroppo constatare che non è semplice neppure il dialogo, soprattutto dopo le ultime dichiarazioni, apparse sulla stampa, dei segretari locali del PD e del sindaco.
E’ ormai troppo tempo che ci occupiamo di questioni interne alla maggioranza (a prevalenza piddina), ma ora basta futili contrapposizioni, che non servono al bene dei cittadini e che i cittadini non hanno di certo voluto!
Per questo porremo al gruppo di maggioranza e al PD quattro richieste di base per continuare a lavorare ed andare avanti, senza le quali non avrebbe veramente più senso rimanere nell’Amministrazione.
1. chiediamo al PD provinciale di esprimersi in merito alle gravi dichiarazioni rilasciate dai propri esponenti locali, in quanto lesive nei confronti dell’operato di tutto il gruppo di maggioranza;
2. chiediamo al Sindaco di procedere al più presto con tutte le nomine previste, perché questa situazione di stallo non immobilizzi le attività amministrative a discapito dei cittadini;
3. chiediamo ai consiglieri di maggioranza di avviare immediatamente, assieme alla giunta, un processo di condivisione ampio sul bilancio di previsione 2012, con i cittadini e le categorie produttive, cercando di adottare tutte le misure possibili a tutela dei cittadini più svantaggiati e delle fasce più deboli, quindi a sostegno di pensionati, di lavoratori, di precari, di giovani in cerca di occupazione, e di tutte quelle persone così duramente colpite dalla crisi economica e dagli effetti di questa manovra iniqua ed ingiusta;
4. chiediamo, nuovamente, all’ufficio competente di dare finalmente avvio alla progettazione del centro giovani, come deciso anche in sede di Giunta e di Consiglio Comunale, avendo già approvato lo stanziamento delle risorse in merito a tale intervento, per arrivare al più presto alla conclusione di questo primo stralcio, coerentemente con quanto previsto dal progetto presentato alla Regione Emilia Romagna e finanziato dallo stesso Ente per 34.000,00 €.
Queste le condizioni per continuare insieme un percorso amministrativo che ci siamo impegnati a sostenere, speriamo che il senso di responsabilità prevalga su ogni altra cosa e che si possa continuare con politiche concrete a favore dei cittadini.
Tania Ravaioli
Assessore del Comune di Civitella di Romagna
Nicola Candido
Segretario del Partito della Rifondazione Comunista – FdS
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21 GENNAIO 2012
Smettetela con le polemiche
pensiamo ai cittadini!!!
In queste settimane abbiamo incontrato tutte le componenti della maggioranza comunale di Galeata.
Crediamo che occorra superare le incomprensioni ponendo sempre il bene del paese e dei suoi cittadini al di sopra di ogni altra cosa.
Invitiamo, pertanto, tutti i membri del Consiglio Comunale, la Giunta e il Sindaco alla necessaria coesione, abbandonando ogni polemica strumentale, per portare avanti il programma elettorale e destinare tutte le risorse disponibili alle incombenze più urgenti e per sostenere i lavoratori colpiti dalla crisi.
Gli elettori hanno espresso il loro parere nelle elezioni ed ora tocca agli amministratori fare la loro parte, con responsabilità e senso del dovere, senza che nessuno paventi alleanze o maggioranze diverse da quelle uscite dalle urne o completamente innaturali. I nostri sforzi sono stati, e saranno, concentrati per migliorare Galeata e difendere i pensionati, i lavoratori, i precari, i giovani in cerca di occupazione, e tutte quelle persone così duramente colpite dalla crisi economica; su questo terreno la nostra disponibilità sarà massima, ma non siamo più disposti a “perdere tempo” con chi preferirà continuare nella sterile contrapposizione personale che ha caratterizzato l’ultimo periodo.
Oggi è tempo di guardare al futuro e al bene dei cittadini, e non di filosofeggiare sul proprio ombelico.
Partito della Rifondazione Comunista fed. Forlì – Fds
Circolo di Galeata “Antonio Gramsci”
—————————————————————————————–L’Aeroporto un buco senza fondo
Ancora soldi all’Aeroporto!!! Per l’ennesima volta si tenta di tamponare una situazione drammatica con belle speranza ed affidandosi a SAB (ossia ad un soggetto esterno ed in conflitto di interessi) senza valutare con realismo quello che è successo e che sta avvenendo. Le domande infatti sono sempre le stesse, vi è una prospettiva economica e una sostenibilità territoriale per questo aeroporto? E quale tipo di aeroporto il territorio può permettersi? La Federazione della Sinistra di Forlì ribadisce ancora una volta ciò che ripetiamo da tempo. L’aeroporto che Forlì si può permettere e di cui il territorio può beneficiare deve essere limitato esclusivamente alle attività necessarie all’Enav, all’aeroclub e al Polo Tecnologico. Di certo, non i voli di linea o turistici. Oggi, si è deciso di trovare una soluzione entro il 30 aprile o si passerà alla liquidazione, quando ormai SEAF ha sperperato più di 30 milioni di euro, senza nemmeno dare un futuro ai lavoratori dell’Aeroporto e illudendo i cittadini su piani industriali costruiti sull’ingenuità e su uno strampalato ottimismo. Ma come si è arrivati a questo punto? Da una parte per salvare le poltrone degli Amministratori SEAF incapaci (della Lega Nord) e, dall’altra, per una mancanza di visione di lungo periodo sullo sviluppo economico e sociale di Forlì, soprattutto, del PD. Sarebbe ora che chi ha sbagliato, scelte strategiche e piani industriali aleatori, paghi! Invece, di questo nessuno parla. Ma quello che ci preme di più è quale futuro avranno i lavoratori? I soci di SEAF (Comune di Forlì, Provincia e Regione), che sempre hanno trovato i soldi per finanziare un mezzo di trasporto insostenibile, come gli aerei, ora devono costruire le condizioni e mettere le risorse su mezzi alternativi e più ecologici. A partire dal potenziamento dei treni e dei mezzi pubblici locali, oltre che una loro migliore interconnessione tra le varie comunità e territori. Un modo sano di creare nuovi posti di lavoro e migliorare le condizioni di vita e mobilità per tutti i cittadini dell’intera area romagnola. Di certo, una maniera concreta ed efficiente per ricollocare i tanti lavoratori che non lavoreranno più in SEAF ed investire sul futuro.
Nicola Candido
Segretario del Partito della Rifondazione Comunista – FdS






















