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Solidarietà ai/alle Compagni/e Tunisini/e

Nicola | 17 gennaio 2011

Dichiarazione del Movimento Ettajdid

Traduzione di l’Ernesto online

Ettajdid (già Partito Comunista Tunisino) esige l’apertura di una fase che “rompa definitivamente con le basi del vecchio regime dispotico e corrotto”

L’evento storico che è stato annunciato è il risultato diretto delle lotte eroiche del popolo tunisino e delle sue forze democratiche, in particolare dei sacrifici straordinari della sua gioventù nel corso degli ultimi movimenti sociali e dei martiri che sono morti perché il nostro popolo possa recuperare la libertà e la sua dignità e difendere i suoi diritti.

Il movimento Ettajdid ritiene che la missione in questa nuova fase consista nel:

- realizzare la rottura definitiva con le basi del vecchio regime dispotico e con il sistema politico corrotto che è stato imposto al nostro paese con la complicità di apparati polizieschi onnipotenti e dell’ex partito al potere,

- perseguire i responsabili dei crimini che hanno inflitto morte e ferite a cittadini innocenti,

- perseguire tutti coloro che sono implicati in vicende di corruzione, di tangenti, di arricchimenti illeciti, della predazione di beni pubblici o privati.

A questo scopo, Mohamed Ghannouchi deve concordare con i componenti dell’opposizione politica reale, l’Unione Tunisina del Lavoro e le organizzazioni indipendenti della società civile in vista della costituzione di un Alto Comitato che goda di tutte le prerogative necessarie per dirigere il processo di riforma politica e il cambiamento democratico:

- l’abrogazione di tutte le leggi liberticide in vigore,

- l’avvio della revisione radicale del Codice elettorale,

- l’affidamento ad una Commissione nazionale indipendente dell’organizzazione e della supervisione di elezioni legislative e presidenziali anticipate, allo scopo di garantire trasparenza e credibilità.

Rivolgiamo un pressante appello all’eroico popolo tunisino, alla sua gioventù consapevole e a tutte le forze vive a mantenere la più grande vigilanza affinché, tutti insieme, siamo in grado di impedire ogni atto di furto e saccheggio e ogni tentativo di ritorno indietro e di diversione dei frutti della lotta del popolo e dei suoi sacrifici.

Viva la Tunisia libera, indipendente, combattente per una vita degna, per la democrazia e per la giustizia sociale!

Tunisi, 14 gennaio 2011

Per il Movimento Ettajdid, il Primo Segretario Ahmed Brahim

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SE CEDI UN DITO… TI PRENDONO UN BRACCIO

Nicola | 17 gennaio 2011

IN VISTA DELLO SCIOPERO GENERALE DEL 27 GENNAIO

Incotro FIOM

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Iniziative, Lavoro, PRC
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Una vergogna per Forlì e la Romagna

Nicola | 9 gennaio 2011

Il nostro unico deputato forlivese, l’on. Gianluca Pini, ha disertato la cerimonia in ricordo del 150° anno dell’Unità d’Italia e l’eccezionale visita del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Un fatto gravissimo e indegno per un deputato italiano considerato che, al di là delle opinioni personali, secondo la Costituzione vigente Egli “rappresenta la Nazione” (art. 67 Cost.) e non la cosiddetta padania e tantomeno il Lumbard Umberto Bossi, perciò egli avrebbe dovuto rappresentare tutti noi cittadini e la comunità che lo ha eletto e che lautamente lo retribuisce ogni mese (circa 12.984,79 euro, più spese). Se l’on. Gianluca Pini vuole rappresentare la sua padania sia veramente coerente, rinunci allo stipendio e a sedere sulla soffice poltrona del Parlamento italiano, altrimenti il suo gesto è da opportunista e quella leghista, come sempre, è solo vuota propaganda.

Se non vuole rinunciare a svolgere il ruolo di parlamentare, allora vorremmo ricordargli che è suo dovere, come ogni mattina fanno tutti i lavoratori, svolgere il proprio “compito istituzionale” in un giorno in cui, Forli e la Romagna, hanno ricordato i numerosi patrioti che diedero la vita per l’Italia.

I cittadini non si meritano una tale mancanza di decoro, ma come i partigiani hanno saputo difendere l’Italia dalla barbarie nazifascista, i forlivesi e i romagnoli anche stavolta sapranno tenere alto l’onore della propria terra e fare a meno dei soliti politici arrivisti e privi del senso della democrazia.

Coordinamento della Federazione della Sinistra di Forlì

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Il valore dell’Unità d’Italia

Nicola | 8 gennaio 2011

La visita del Presidente Giorgio Napolitano per l’inizio dei festeggiamenti del 150° anno dell’unità d’Italia ci rende felici, tuttavia pensiamo sia altrettanto opportuno fare una riflessione sul significato di quest’appuntamento.

150 anni fa numerosi cittadini romagnoli e forlivesi si batterono per costruire una patria unita e repubblicana, l’Unità d’Italia si realizzò immediatamente e dopo diversi decenni, in un prolungamento ideale, nacque anche la Repubblica. Oggi, però, a distanza di 150 e di 65 anni dall’Unità e dalla Repubblica, l’Italia è attraversata da tensioni e movimenti che vorrebbero disgregarla e rendere le sue istituzioni zerbini per i potenti.

Giorgio Napolitano, nella sua veste di Presidente della Repubblica e di garante della Costituzione, in questi giorni sta riproponendo con forza gli ideali di libertà, di unità e di solidarietà, per i quali tanti Romagnoli diedero la propria vita, pur tuttavia, non si possono dimenticare i continui attacchi della Lega Nord all’Unità d’Italia, arrivando a paventare una vera e propria secessione di una parte del Paese. Essa, è bene ricordare, non lo fa da una posizione defilata, ma esprime, fra gli altri, il Ministro degli Interni e più volte ha rivendicato la volontà di fare scempio: del tricolore, della Costituzione e di quei valori di solidarietà ed unità che il Presidente della Repubblica incarna.

D’altra parte, la costruzione dell’Unità e della Repubblica non si possono realizzare senza l’emancipazione sostanziale di tutti i cittadini dal bisogno e dal ricatto del bisogno, oggi questo si realizza con un lavoro dignitoso e sicuro, una scuola accessibile a tutti e un’Università indipendente. Ciò nonostante, per realizzare enormi profitti e il benessere di pochi, viene sacrificato sempre di più il diritto al lavoro, mentre i lavoratori sono costretti ad azioni eclatanti solo per far sentire la propria voce e i tagli alla scuola e all’Università hanno messo in pericolo l’accesso al sapere per tutti, perciò l’Unità d’Italia per sostanziarsi deve ripartire proprio dal lavoro e dall’emancipazione culturale dei cittadini, altrimenti si rischia di ritornare ai ricatti e ai livelli d’istruzione dell’ottocento.

A livello locale chiediamo alle altre forze politiche, come si può riconoscere e legittimare un partito come la Lega Nord che predica la disgregazione dell’Italia e non festeggia il 150° anno della sua Unità? E al Partito Democratico (più volte presente alla festa della Padania) chiediamo come può collaborare con una forza politica come la Lega Nord che non si riconosce nei valori Repubblicani ed Unitari?

Speriamo che con la visita del Presidente Napolitano, a cui diamo un caloroso benvenuto, molti si ravvedano e si rendano conto che in gioco c’è il futuro dell’Italia e della nostra Costituzione.

Federazione della Sinistra di Forlì.

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