1° Congresso della Federazione della Sinistra
Nicola | 27 ottobre 2010Meldola – (SABATO 6 NOVEMBRE 2010, Sala Medusa, presso il Bar Novanta, Via Roma, 36)
Forlì – (SABATO 13 NOVEMBRE 2010 Circolo Nuova Resistenza Viale Spazzoli,49)
Caro/a Compagno/a,
A Chianciano il Prc, dopo il risultato disastroso della Sinistra Arcobaleno, ha respinto il tentativo di sciogliere il partito. Dire che Rifondazione esiste per l’oggi e per il domani non significa scegliere l’isolamento e la solitudine e rinunciare a cercare strade unitarie. Significa lavorare per l’unità della sinistra di alternativa proponendo una modalità che unisca davvero. Significa lavorare nella direzione della crescita e della ricomposizione delle vertenze e delle lotte, dei soggetti sociali, dei movimenti e delle esperienze territoriali, che si battono per cambiare da sinistra. Significa inserire il cammino del Prc in un percorso più ampio, senza che nessuno (e tanto meno noi) sia obbligato a sciogliersi, a cambiare la prop
ria identità politica, a rinunciare ai propri simboli. Per questo abbiamo avanzato, insieme ad altri, la proposta della Federazione della Sinistra. D’altronde, la ricerca dell’unità della sinistra politica e sociale ha caratterizzato, con risultati ora positivi ora negativi, gran parte della storia di Rifondazione Comunista. Di certo, oggi ancora più di ieri, è necessario superare la lunga stagione delle scissioni e dei risentimenti.
Le forze fondatrici della Federazione della Sinistra, oltre a Rifondazione Comunista, sono il PdCI, Socialismo 2000 (il movimento di Cesare Salvi) e Lavoro e Solidarietà (l’associazione di Gianpaolo Patta), ma il processo unitario è ovviamente un processo aperto e in divenire: per questo, al di là dei soggetti fondatori, ci rivolgiamo a tutte quelle forze sociali e politiche che si collocano sul terreno della sinistra di alternativa e dell’ autonomia dai poteri forti. All’esperienza della Federazione, oltre a soggetti organizzati (partiti, associazioni, comitati..), possono aderire anche singoli cittadini. È infatti possibile, per chi non è iscritto a nessuna delle forze organizzate già aderenti, iscriversi direttamente alla Federazione della Sinistra. Quest’ultimo aspetto è per noi molto importante, perchè in realtà la scissione più significativa che ha in questi anni segnato la sinistra riguarda proprio quelle compagne e quei compagni che, delusi, si sono allontanati dalla politica o che pensano che tutti sono uguali e non c’è più niente da fare.
Anche nel comprensorio di Forlì si è avviato il percorso della Federazione della Sinistra che si concretizzerà con i Congressi programmati nel mese di novembre 2010. Il congresso è fondativo e non ordinario, perciò basato sulla discussione e sul confronto politico e non sull’ossessione di misurare i rapporti di forza interni.
I congressi territoriali, infatti, discuteranno e voteranno il documento politico congressuale approvato nel luglio scorso dal Consiglio Nazionale della Federazione, ma non voteranno delegati. Il documento politico - sostenuto da tutte le forze che aderiscono alla Federazione, che può ovviamente essere emendato o gli si possono contrapporre documenti alternativi. Possiamo perciò dire che, per la prima volta dopo anni, facciamo un congresso con un documento che fa da base della discussione congressuale, e non con 5 mozioni contrapposte e già predefinite. E possiamo altrettanto dire che, per la prima volta, compagne e compagni che hanno percorso strade politiche diverse si troveranno a discutere insieme e a praticare la costruzione di una strada finalmente unitaria.
Le coordinate politiche di fondo e i valori della Federazione della Sinistra sono innanzitutto :
- il nodo dell’anticapitalismo. Il capitalismo è basato strutturalmente sull’ingiustizia sociale e sullo sfruttamento, e la crisi che lo attraversa rende questi aspetti ancora più evidenti e brutali. Per questo noi diciamo, ancora una volta, che un altro mondo è possibile e necessario.
- La centralità del lavoro: proprio la manifestazione del 16 ottobre ha dimostrato che si può e si deve ricostruire un movimento e una vera opposizione politica e sociale che parta in primo luogo dalla difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.
- La pace e il disarmo: ritiriamo le nostre truppe dall’Afghanistan, ora e subito.
- La laicità: basta con le ingerenze del Vaticano, che vuole continuare ad imporre un fondamentalismo familista basato sull’ipocrisia.
- La difesa dei beni comuni: no al nucleare e sì alla grande vertenza referendaria dell’acqua pubblica.
- Il diritto al sapere e la difesa della scuola pubblica: sostegno pieno al movimento degli studenti, degli insegnanti, dei precari, dei genitori, dei ricercatori che si batte contro i tagli brutali della Gelmini.
In primo luogo Berlusconi va sconfitto, e perciò è necessario lavorare per una crescita dell’opposizione politica e sociale nel Paese. L’opposizione non può limitarsi a sperare che Berlusconi e Fini continuino a litigare. L’opposizione deve lavorare per cambiare il clima sociale nel Paese. E se si va al voto anticipato, la Federazione della Sinistra propone un’alleanza democratica che si ponga l’obiettivo di sconfiggere Berlusconi, basata sulla difesa della Costituzione e dei suoi valori; sulla necessità di cambiare la legge elettorale in senso proporzionalista e di fare finalmente una legge sul conflitto di interessi. Un’alleanza di questo genere è un passaggio ineludibile per mandare a casa il governo che, più di ogni altro esecutivo nella storia repubblicana, ha lanciato l’assalto contro la Costituzione, lo Statuto dei lavoratori e i diritti in generale. E la legge elettorale esistente obbliga ad ampie alleanze se si vuole sconfiggere lo schieramento avversario. Ma come abbiamo detto più volte, pensiamo che non ci siano le condizioni per una presenza nostra
in un governo insieme al Pd. Le posizioni sui temi di fondo nel Paese, dall’economia alla politica estera ai diritti civili, sono troppo distanti e diverse. C’è bisogno di una sinistra che continui a lavorare in primo luogo per costruire il conflitto sociale, senza essere imprigionata in un governo moderato, una sinistra in grado di lanciare la sfida ai poteri forti e non di esserne subalterna.
Noi pensiamo che tutte le forze di sinistra debbano stringere un patto di azione a partire dai contenuti. Perciò per noi è importante lavorare anche con Sinistra Ecologia e Libertà, il partito di Vendola però la pensiamo diversamente sulle primarie. Perché partecipare alle primarie significa partire dal presupposto dell’appartenenza ad un eventuale governo. Noi pensiamo che il problema principale sia, attraverso la partecipazione, ricostruire la politica come luogo collettivo e plurale per risolvere i problemi concreti, perché i problemi non si risolvono con la ricerca di un leader.
Queste sono le premesse per la discussione che approfondiremo nei congressi territoriali, che si articoleranno in due date, il 6 novembre 2010 per il comprensorio dell’Alta e Bassa Valle del Bidente (Bertinoro, Forlimpopoli, Meldola, Civitella, Galeata, Santa Sofia), il 13 novembre 2010 per Forlì città assieme a Predappio, Dovadola, Tredozio, Modigliana, Castrocaro.
Abbiamo programmato due giornate lunghe proprio per dare spazio a tutti coloro che vogliono partecipare e portare il loro contributo al dibattito politico, inoltre, essendo appunto il congresso fondativo e quindi un’occasione positiva, abbiamo organizzato anche un momento conviviale, con la cena e la musica.
























