Pacchetto sicurezza
Alan Signani | 4 luglio 2009Ieri è passato il ddl 733, il famigerato “pacchetto sicurezza”, in molte parti porta norme meschine e disumane che negano i più elementari dei diritti . Reato di clandestinità a pena multa ed espulsione, ronde, zone di sicurezza, tassa sul permesso di soggiorno, carcere per chi affitta o dà alloggio a clandestini, i Centri di permanenza temporanea modulati in centri di identificazione ed espulsione dove gli stranieri possono rimanere fino a sei mesi, ma ancora peggio l’istituzione dei bambini invisibili, cioè l’impossibilità di registrare all’anagrafe i figli se i genitori non possono esibire il permesso di soggiorno, senza dimenticare l’obbligo di denuncia di clandestinità da parte dei pubblici ufficiali, oltre all’inasprimento per guida in stato di ebbrezza e carcere per writers ed imbrattatori; queste sono le perle di democrazia prodotte dai rappresentanti del Governo italiano.
Si è levato un coro di dissenso dalle associazioni sindacali, alla Chiesa Cattolica, alle diverse associazioni, ai partiti cattolici e di sinistra, compreso l’Alto Commissariato ONU per i rifugiati ma la protesta non ha scalfito l’iter istituzionale del ddl., arrivando alla definitiva approvazione, manca solo la firma del Presidente Napolitano. Non deve prevalere ora, nel paese, l’indifferenza ed il silenzio o i peggiori istinti alimentati da una campagna mediatica di identificazione dello straniero come delinquente a prescindere, oltre che la causa di tutti i mali, disoccupazione, crisi economica, instabilità ecc, dobbiamo invece dare voce alle nostre coscienze di esseri umani, al di là di ogni appartenenza ideologica e sociale, organizzare forme di protesta, di manifestazione del dissenso e opposizione a norme disumane, anche con forme di disobbedienza civile, soprattutto da parte di quelle categorie ora investite dell’obbligo di denuncia. Occorre da subito porre un freno alla deriva culturale che sta sostituendo rapidamente ogni principio con disvalori spregevoli, in nome della solidarietà, del rispetto, della dignità, principi che sono il fondamento della nostra Costituzione, mandando il messaggio che noi italiani siamo diversi dall’immagine che il Governo vuole dare di tutti noi.
PRC-SE FEDERAZIONE DI FORLI’






















