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La Sinistra per l’infanzia e per le scuole

Nicola2 | 13 maggio 2013

I Galeateasi in questa tornata elettorale hanno la possibilità di votare non una compagine civica ma una lista di Sinistra, rappresentata da persone, compagne e compagni, con una lunga e coerente militanza alle spalle e che non cambieranno idea appena passate le elezioni, come purtroppo è successo nella scorsa Amministrazione che ci ha portato al Commissariamento ed al voto anticipato. La lista è composta da persone che perseguono gli stessi ideali, che hanno saputo mettere da parte ogni personalismo e che sono completamente svincolate da qualsiasi legame con i “clan” familiari che tanti disastri hanno creato a Galeata.
SX x GALEATA 14-55-00
Sappiamo bene che il compito che ci potrebbe essere affidato non sarà semplice ma sappiamo anche che solo i valori della Sinistra che affonda le proprie radici nella giustizia sociale, nel diritto per tutti ad una istruzione pubblica e gratuita, che lotta ogni giorno affinché nessuno venga leso nella propria dignità di uomo, di cittadino e di lavoratore, potrà far ripartire il nostro paese. Uno dei punti del nostro programma infatti ha come titolo “per l’infanzia e per le scuole” e mette al centro il diritto sostanziale e non solo formale all’istruzione dei ragazzi e delle ragazze e ciò può avvenire solo coniugandolo con contributi economici e supportando l’offerta formativa attraverso il pre-scuola e il dopo-scuola, per dare le medesime possibilità anche alle ragazze e ai ragazzi svantaggiati, culturalmente o economicamente.

Sempre in quest’ottica, serve da subito un potenziamento dei servizi rivolti alla prima infanzia come centri gioco o baby parking, mettendo a disposizione spazi comunali non utilizzati e risorse pubbliche e private. Così come, una particolare cura deve essere rivolta agli edifici pubblici, mettendoli in sicurezza e rendendoli funzionali alle attività dei ragazzi. Infine, la mensa scolastica dovrà servire prodotti biologici di qualità, di produzione locale e, in casi di effettiva necessità, occorre prevedere che il Comune garantisca un pasto ai bambini delle famiglie indigenti colpite dalla crisi, perchè nessun bambino dovrà mai sentirsi diverso dagli altri.

Giuseppina Cicchino
Candidata a Sindaco

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Chiusura del dormitorio di via Torre, Rifondazione Comunista non ci sta!

Nicola2 | 16 aprile 2013

Apprendiamo oggi della chiusura (dopo una proroga di venti giorni ) del dormitorio in via Torre e ci poniamo la domanda: dove finiranno gli utenti? Anche se ben sappiamo la risposta: in mezzo alla strada. Vengono in mente i propagandistici e completamente inutili controlli “antidegrado” in cui vennero denunciate delle persone sorprese a dormire in zone come l’area ex Eridania, la stazione, l’area retrostante il palazzo INPS, il centro commerciale “I Portici”, le piazze Montefeltro, della Misura e XC Pacifici.“capitalism-and-alienation-danielle-pioli

Per alcuni di questi, i più fortunati, sono stati trovati degli alloggi temporanei, ma gli altri per i quali non sono state trovate soluzioni? Il problema sarà risolto ancora con delle denunce a cui non seguiranno azioni concrete per aiutarli?

Non si pensi che le persone “bisognose” siano solo stranieri, dai del Rapporto Caritas emerge che nel 2011 allo Sportello Sociale del comune di Forlì si sono rilevate  7.047  segnalazioni di cittadini italiani, a fronte di 2.569 segnalazioni riguardanti persone di nazionalità straniera – le richieste più frequenti hanno riguardato la “fruizione di interventi di sostegno economico” (1.864 segnalazioni), le attività di cura e sostegno al domicilio (817) e il sostegno ad esigenze abitative (637).

Viene da pensare ai tanti spechi di questi anni, a partire dai milioni di euro persi con l’aeroporto, e alla chiusura di questo Centro, possibile che l’ interesse degli amministratori verta più su un aereoporto in declino che sui cittadini bisognosi? Viene da ripensare a quell’edificio occupato e poi sgombrato con la forza che, ad oggi, è ancora con le porte murate e in completo degrado, non sarebbe stato meglio aprirlo per i bisognosi? Magari facendo in modo che gli utenti potessero fare anche le riparazioni necessarie? Ma si sa, se nessuno ci guadagna, il buon senso e l’utilità sociale diventano azioni sovversive da risolvere con la repressione.

Simona Ricci

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L’Aeroporto, cronaca di un fallimento annunciato

Nicola2 | 27 marzo 2013

L’epilogo dell’Aeroporto era annunciato da anni, oggettivamente Forlì non poteva permettersi uno scalo con quelle caratteristiche, ma la visione di uno sviluppo economico distorto, ha portato ad una situazione paradossale: sono stati investiti milioni di euro e SEAF oggi è costretta a chiudere. Sia centrodestra che centrosinistra, invece di guardare concretamente ad un rilancio economico adatto al territorio forlivese, hanno perseguito personali manie di grandezza, lontane dalla realtà e da una visione di lungo periodo. Dal PD alla Lega Nord, dal PDL all’UDC, tutti hanno insistito affinché l’utilizzo dell’Aeroporto andasse avanti così com’era, ovviamente con i soldi dei cittadini. Si sono sperperati 40 milioni di euro e i risultati sono inequivocabili: è stato un fallimento. Ora, è urgente salvaguardare i posti di lavoro rilanciando la mobilità sostenibile, anziché pensare di privatizzare Start Romagna, e potenziando i collegamenti ferroviari. Occorre aumentare il trasporto urbano – ripensandolo unitariamente tra Forli e Cesena, ormai unica area metropolitana – ed extraurbano in modo da sostituire adeguatamente gli spostamenti privati. Le reti di interconnessione, a partire da quella Internet, sono diventate una precondizione per lo sviluppo e per incentrare l’attrattiva del territorio sulla qualità della vita, unica vera risorsa che abbiamo. In generale, è giunto il momento di capovolgere la nostra idea di investimento, passando da opere infrastrutturali che deteriorano la qualità del territorio, a tutelare l’unico vero capitale in grado di garantire il nostro futuro economico: quello umano. È fondamentale, perciò, attivare immediatamente, con le risorse risparmiate dall’aeroporto, dei percorsi per favorire lo sviluppo delle Scuole di volo, dell’Istituto Tecnico Aeronautico e dell’Università, insomma, occorre creare le condizioni “ambientali” ed economiche per rendere conveniente e vantaggioso l’avvio di nuove imprese collegate al Polo tecnologico forlivese. Sfruttiamo un fallimento annunciato per riconvertire il nostro sviluppo e rilanciare la nostra economia, guardando al futuro.

Nicola Candido

Segretario PRC Fed. di Forlì

Su questa vicenda le responsabilità sono molte, ma mai come stavolta L’AVEVAMO DETTO. Siamo rimasti inascoltati.

Elenco articoli anni scorsi

http://www.romagnaoggi.it/cronaca/forli-aeroporto-rifondazione-all_attacco-ci-vorranno-ripiani-per-altri-4-anni.html

http://www.forlitoday.it/cronaca/aeroporto-rifondazione-comunista-un-buco-senza-fondo.html

http://www.forlitoday.it/politica/aeroporto-forli-dichiarazione-nicola-candido.html

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22a Festa di Liberazione

Nicola2 | 17 luglio 2012

Anche quest’anno la Festa di Liberazione sarà all’insegna della buona cucina, ottima musica ed iniziative di impegno sociale e politico.

Avremo un banchetto di solidarietà per la vendita del Parmigiano Partigiano, acquistato direttamente nei territori colpiti dal terremoto dell’Emilia e tutto il formaggio utilizzato, per i ripieni e la pasta, è stato acquistato allo stesso modo. Una parte del ricavato sarà devoluto alla Cassa di Resistenza per le famiglie dei lavoratori rimasti vittime dei crolli.

Inoltre, per diminuire il quantitativo di rifiuti e per non essere complici della speculazione sull’acqua, ai tavoli si potrà scegliere di bere acqua depurata e non in bottiglia di plastica.

Per lo Spazio dibattiti sono in programma le seguenti iniziative:

Venerdì 20 Luglio ore 20:30 – Il Lavoro al tempo della Crisi.

Introduce: Nicola Candido

SEGRETARIO PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA DI FORLÌ

Intervengono

Nando Mainardi

SEGRETERAIO REGIONALE PRC

Gabriele Severi

RSU MARCEGAGLIA DI FORLÌ

Salvatore Romano

RSU ELETTROLUX DI FORLÌ

Stefano Placucci

RSU MARALDI DI BERTINORO

Giovanni Tumidei

RSU CTE DI BERTINORO

Conclude

Giorgio Cremaschi

 Coordina

Fabio Torelli

RSU TRASMITAL E RESPONSABILE COMMISSIONE LAVORO PRC

 

Lunedì 23 Luglio ore 20:30 – Le ASP e il territorio forlivese

Introduce: Anna Maria Vallicelli

RESPONSABILE WELFARE PRC E ASSESSORE POLITICHE SOCIALE DEL COMUNE DI PREDAPPIO

Intervengono:

i Sindaci del comprensorio forlivese

Conclude

Monica Donini

PRESIDENTE Commissione Regionale Politiche per la salute e politiche sociali

 

Mercoledì 25 Luglio ore 20:30 – I misteri italiani e la destra eversiva

Introduce: Bruno Renna

Responsabile Partito Sociale e Migranti PRC

Interviene

Carmelo Pecora

Autore di “9 MAGGIO ’78 – Il giorno che assassinarono Aldo Moro e Peppino Impastato”

Conclude

Saverio Ferrari

Autore del libro “Fascisti a Milano, da Ordine Nuovo a Cuore Nero”

 

Venerdì 27 Luglio ore 19:30 – La Politica Nazionale e il PRC

Introduce: Damiano Pintus

GIOVANI COMUNISTI DI FORLI

Interviene

Nicola Candido

SEGRETARIO PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA DI FORLÌ

Conclude

Dino Greco

Direttore di Liberazione

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Volontari per l’Emilia, Un aiuto concreto

Nicola2 | 6 giugno 2012

Per chi volesse dare un aiuto concreto nei luoghi colpiti dal terremoto il PRC ha costituito i Volontari per l’Emilia, che nel campo di Cavezzo garantiscono il servizio: Ludoteca, Internet Point, Lavanderia, Volante Rossa

Sostegno alle attività dei volontari: Postepay numero 4023 6006 2175 1082 intestata a Elisa Corridoni, codice fiscale CRRELS78B67D548O

A Forlì, raccogliamo sia le adesioni dei volontari sia i beni per le loro attività:

Torce elettriche, materassini gonfiabili da campeggio, cancelleria (colori, rotoli di carta, fogli vari, pennelli, tempere, pastelli, matite, ecc), salviette, alcol, spugne, omogeneizzati, aceto di mele, detergente per legno, gel igienizzante mani (tipo amuchina), antizanzare (autan, off, ecc.), ciabatte da doccia, minibrick con succo di frutta o the freddo, crackers, merendine, asciugamani, mantelline per il colore e per il taglio, guanti, spazzole, lacca, schiuma da barba, shampoo, pettini, forbici, bigodini e lozione per bigodini, pennelli e ciotiole per i colori, cotone a strisce, liquido per permanente, balsamo.

ORARI PER CONSEGNA BENI E ADESIONI VOLONTARI presso la nostra sede. Via V. Locchi 7/d – Forlì:

 Martedì ore 17:00-21:00

Giovedì ore 17:00-21:00

Sabato ore   10:00-13:00

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CASSA DI RESISTENZA PER LE FAMIGLIE DEI LAVORATORI RIMASTE VITTIME DEI CROLLI

Nicola2 | 6 giugno 2012

Dopo L’Aquila e la Liguria, dove siamo intervenuti con aiuti concreti portando beni di prima necessità e braccia per la manovalanza, oggi in Emilia-Romagna ci troviamo ad affrontare un’altra emergenza. In un territorio già duramente colpito dalla crisi, e’ arrivato anche il terremoto, che ha distrutto o fortemente compromesso intere aziende. Se le istituzioni e la protezione civile hanno gestito sapientemente l’emergenza, da domani se ne prospetta un’altra: quella economica. Per questo il Prc dell’Emilia-Romagna, in collaborazione con le Federazioni provinciali di Ferrara e di Modena, ha organizzato una cassa di resistenza per dare solidarietà attiva alle lavoratrici ed ai lavoratori le cui fabbriche sono state distrutte dal terremoto, nonché alle famiglie dei lavoratori rimasti uccisi dai crolli. I versamenti potranno essere effettuati sul conto corrente del Prc Emilia-Romagna:

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA – COMITATO REGIONALE EMILIA-ROMAGNA – Via Menganti 8 – 40133 Bologna

IT 06 L 02008 12932 000003118146

causale: cassa resistenza terremoto

Per ulteriori informazioni potete contattare: Elisa Corridoni al 347 1340481

 

 

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IL PRC ORGANIZZA UNA CASSA DI RESISTENZA PER LE LAVORATRICI ED I LAVORATORI DELLE AZIENDE COLPITE E PER LE FAMIGLIE DELLE VITTIME.

Nicola | 22 maggio 2012

IL PRC ORGANIZZA UNA CASSA DI RESISTENZA PER LE LAVORATRICI ED I LAVORATORI DELLE AZIENDE COLPITE E PER LE FAMIGLIE DELLE VITTIME. AL TERREMOTO RISPONDIAMO CON LA SOLIDARIETA’: NESSUNO DEVE ESSERE LASCIATO SOLO.

 

.

Dopo L’Aquila e la Liguria dove siamo intervenuti con aiuti concreti portando beni di prima necessità e braccia per la manovalanza e dopo aver contribuito all’organizzazione ed al sostegno dei lavoratori in lotta con presidi per difendere le proprie aziende dal rischio di chiusura, oggi ci troviamo ad affrontare un’altra emergenza.
In un territorio già duramente colpito dalla crisi, è arrivato anche il terremoto, che ha distrutto o fortemente compromesso intere aziende.
Se le istituzioni e la protezione civile hanno gestito sapientemente l’emergenza, da domani se ne prospetta un’altra: quella economica.
Per questo il Prc dell’Emilia-Romagna, in collaborazione con le Federazioni provinciali di Ferrara e di Modena, ha organizzato una cassa di resistenza per dare solidarietà attiva alle lavoratrici ed ai lavoratori le cui fabbriche sono state distrutte dal terremoto, nonché alle famiglie dei lavoratori rimasti uccisi dai crolli.
I versamenti potranno essere effettuati sul conto corrente del Prc Emilia-Romagna:
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA – COMITATO REGIONALE EMILIA-ROMAGNA
Via Menganti 8 – 40133 Bologna
IT 06 L 02008 12932 000003118146
causale: cassa resistenza terremoto
Per ulteriori informazioni potete contattare Elisa Corridoni al 347 1340481 o la segretaria della Federazione di Ferrara, Irene Bregola al 333 4379450, o il segretario della Federazione di Modena, Stefano Lugli al 320 4244653.

 
Nando Mainardi, segretario regionale Prc Emilia-Romagna
Irene Bregola, segretaria provinciale Prc Ferrara
Stefano Lugli, segretario provinciale Prc Modena

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il dopo terremoto ancora più amaro

Nicola | 22 maggio 2012

Oltre le vittime.

in caso di terremoto, alluvione o di qualsiasi altra catastrofe naturale, lo Stato non risarcirà più i cittadini per i danni procurati da calamità naturali ai fabbricati. Lo farà solo nel caso di dichiarazione di “stato di emergenza” ed esclusivamente per i primi 60 giorni.

o stabilisce un recentissimo decreto legge [1] volto alla riorganizzazione della Protezione Civile, emanato soltanto due giorni prima del terremoto del 19 maggio.

Per ricostruire la propria casa o qualsiasi altro fabbricato, indipendentemente dalla destinazione d’uso, dovremo dunque provvedere a nostre spese o tramite una volontariapolizza assicurativa specifica.

L’assicurazione su base volontaria, però, presta il fianco a discriminazioni: coloro che abitano nelle aree in cui il rischio sismico [2] e idrogeologico è alto, pagheranno premi più elevati o, nella peggiore ipotesi, non otterranno la copertura assicurativa.

Proprio per consentire l’avvio di una adeguata tutela assicurativa sui rischi da calamità naturali, il decreto legge non entrerà immediatamente in vigore. È previsto, infatti, un regime transitoriodi 90 giorni [3], entro cui dovrà essere emanato un regolamento di attuazione [4].

Certo è che lo Stato non ha più la forza economica per far fronte alle catastrofi e ne dà conferma lo stesso provvedimento, quando prevede che solo nel caso di “stato di emergenza” il Governo si fa carico di tutte le spese, e comunque non oltre i 60 giorni, con una sola proroga di altri 40.

Il medesimo provvedimento reintroduce anche la “tassa sulla disgrazia”, dando cioè facoltà alle Regioni di aumentare l’accisa sul carburante, fino a un massimo di cinque centesimi, per far fronte alle calamità naturali verificatesi sul territorio.

 

Tanto per fare un esempio: se la legge fosse entrata in vigore prima del terremoto di L’Aquila, i risarcimenti non sarebbero durati che per i primi sessanta giorni! E ora quali saranno le misure che adotterà lo Stato per le macerie in Emilia?

[1] Decreto legge n. 59 del 15.05.2012, “Disposizioni urgenti per il riordino della Protezione Civile”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17.05.2012.

[2] A onor del vero, eccetto la Sardegna e parte della Puglia, in Italia non ci sono zone che siano esenti da rischi sismici.

[3] A partire dalla data di pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiala, ossia dal 17 maggio 2012.

[4] L’obiettivo andrà raggiunto sulla base dei seguenti  criteri, indicati nel decreto n. 59 del 2012:

a) estensione della copertura assicurativa del rischio calamità naturali nelle polizze che garantiscono i fabbricati privati contro qualsiasi danno;
b) esclusione, anche parziale, dell’intervento statale per i danni subiti da fabbricati;
c) incentivazioni di natura fiscale, nel rispetto del principio dell’invarianza di gettito, tramite regimi agevolativi all’imposta sul premio di assicurazione ovvero la deducibilità, anche parziale, del premio dalla base imponibile ai fini IRPEF e IRES dell’assicurato;
d) previsione di un regime transitorio, anche a fini sperimentali ovvero di prima applicazione.

 

tratto da laleggeugualepertutti

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