Partito della Rifondazione Comunista

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Situazione insostenibile a Civitella di Romagna

Nicola | 8 settembre 2011

Ancora una volta, alcuni consiglieri del Partito Democratico ed il Vicesindaco di Civitella, contrappongono i loro interessi di parte a quelli di tutti i cittadini. Invece di profondere tutti gli sforzi per il bene del paese continuano “la guerra per bande” iniziata subito dopo la sconfitta alle primarie.

Per quanto i consiglieri di maggioranza, che hanno votato contro la variazione di bilancio, neghino che i dissidi interni derivino dalle primarie, è evidente e sotto gli occhi di tutti che purtroppo la frattura all’interno del PD risale proprio a quel momento, mentre i segretari dei circoli del PD, o non sono in grado, o non stanno facendo nulla per arginare le fratture, dando così corda a questi consiglieri e gettando ancora fango sul Sindaco e sulla “loro” amministrazione di Civitella.

Questa volta l’appiglio è l’avvio del campionato di calcio e il finanziamento per acquistare le panchine del campo sportivo. La sostituzione delle vecchie panchine, usurate e costruite con materiali e tecniche superati e non conformi alle richieste della figc, è stato votato in giunta anche dal Vicesindaco, ora pentita. Perché la questione è semplice, o ha votato senza sapere cosa e come votava (fatto molto grave per un amministratore) oppure ci si è resi conto che la messa a norma del campo sportivo poteva essere facilmente strumentalizzata per fare polemica e far cadere la “propria” giunta.

Tuttavia, al di là degli aspetti particolari, noi della Federazione della Sinistra pensiamo che sfiduciare il Sindaco del proprio partito (Partito Democratico) eletto dai cittadini, solo per beghe interne e per motivi che non hanno nulla di politico, sia completamente da irresponsabili. Che siamo stufi di vedere contrapposti gli interessi di bottega (democratica) agli interessi dei cittadini e che non vogliamo più essere coinvolti in questo gioco al massacro che mette in secondo piano i bisogni e le necessità concrete dei Civitellesi e che consegnerà l’amministrazione comunale in mano alle destre.

All’indomani delle primarie, infatti, pur appoggiando il candidato sconfitto, abbiamo rispettato la volontà del nostro popolo e abbiamo cominciato a lavorare per il bene del paese e per eleggere un’amministrazione comunale efficiente e capace. In cui, si ricordi bene, erano presenti tutte le componenti del PD (compreso il Vicesindaco). La nostra parte, come sempre, l’abbiamo fatta fino in fondo e in modo responsabile.

Da questi episodi emerge uno scollamento fortissimo tra la realtà (difficile) dei cittadini e i giochini di potere del Partito Democratico, ormai allo sbando sia nella vallata del Bidente sia in tutto il comprensorio forlivese. Noi della Federazione della Sinistra facciamo politica per passione e vogliamo amministrare in modo esemplare e disinteressato, cercando di tutelare i più deboli e i più svantaggiati della nostra società. Non ci interessano le contrapposizioni personali, né tantomeno le beghe partitiche, perciò pretendiamo che le cose si chiariscano il prima possibile e in modo netto, altrimenti non saremo più disposti, nemmeno a sederci, vicino a gente che non ha a cuore esclusivamente gli interessi dei cittadini.

Tania Ravaioli – Assessore e consigliere comunale di Civitella di Romagna, Rifondazione Comunista.

Nicola Candido – Portavoce della Federazione della Sinistra di Forlì.

Per seguire tutta la vicenda vai su: http://www.forlitoday.it/notizie/civitella-di-romagna/

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A proposito dei servizi pubblici

Nicola | 30 giugno 2011

Apprezziamo l’impegno del Sindaco Roberto Balzani (Intervista http://www.romagnaoggi.it/forli/2011/6/28/197202/) per una gestione pubblica dell’acqua dando applicazione immediata alla volontà popolare espressa tramite i referendum sulla gestione dei servizi. Speriamo però che dalle parole si passi ai fatti. Del resto, noi siamo da sempre (e spesso da soli) fervidi sostenitori di efficienti servizi pubblici, controllati dai cittadini tramite i consigli degli Enti Territoriali e l’abbiamo anche dimostrato votando contro la privatizzazione e la costituzione di HERA. Tuttavia, il Partito Democratico, in questi anni, è stato un instancabile sostenitore del “privato è bello”, in quasi tutti i servizi pubblici. Abbiamo perciò preso atto, appena prima dei referendum, del cambiamento di rotta (visto il vento contrario) del Partito Democratico, ma anche in questo caso il cambiamento si deve produrre con atti concreti, a partire dalla fine del monopolio di HERA sul servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Perciò chiediamo a che punto è la gara per individuare il nuovo gestore a partire dal 1 gennaio 2012? O si vuole prorogare, tacitamente, il contratto ad Hera a svantaggio dei cittadini? E, soprattutto, si sta lavorando affinché  gli  enti pubblici possano gestire il ciclo dei rifiuti? Infine, con cortesia, vorremmo ricordare al Sindaco che ad impedire la gestione diretta di Romagna Acqua non è il numero elevato di soci, semmai il perdurante “ma, anche” del Partito Democratico che si deve metterete innanzitutto d’accordo con se stesso, non avendo ad oggi una politica unitaria sui servizi pubblici, compresi i servizi per l’infanzia, in cui si stanno favorendo i privati a scapito degli asili pubblici

Nicola Candido

Portavoce della Federazione della Sinistra di Forlì.

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Cambiare si può!

Nicola | 28 aprile 2011

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Il Futuro di Forlì – Comunicato stampa sulle vicende Sapro ed Aeroporto

Nicola | 10 dicembre 2010

Le vicende di SAPRO e dell’aeroporto rappresentano la fine di un ciclo. Oggi, più che mai, occorre avere il coraggio di decisioni importanti e di scelte radicali capaci di dare una prospettiva diversa alla città  di Forlì e al suo comprensorio. Si tratta di impostare la riconversione verso un altro tipo di sviluppo incentrato sulla qualità della vita e sui servizi, in tutti i campi. Dall’agricoltura, alle produzioni di beni con elevato valore tecnologico,  per finire al ruolo dell’Università. Un’economia, insomma, basata sul capitale umano e sulla capacità ricettiva di saperi e nuove culture.

Il fallimento di SAPRO, le cui responsabilità vanno ricercate sia tra la classe politica, sia tra le banche creditrici complici di operazioni a dir poco disinvolte, può rappresentare un’opportunità di chiarezza e allo stesso tempo, se lasciato in balia dei creditori, un pericolo per l’assetto urbanistico. Chiediamo perciò, come fatto già altre volte e in tempi non sospetti, che vengano accertate quanto prima le cause del fallimento e che il Comune si faccia garante, tramite i propri strumenti urbanistici, della tutela del territorio, evitando pericolose speculazioni edilizie. Come sempre, però, quelli che alla fine pagheranno saranno i cittadini per i quali chiediamo si garantiscano il pieno coinvolgimento e la totale trasparenza nella transizione fallimentare che si profila.

La situazione dell’aeroporto, sebbene la vicenda non sia arrivata al suo epilogo, appare molto simile a quella di Sapro, ma ancora una volta si continuano a sperperare fondi invece di usare il buon senso e avviarsi verso un suo forte ridimensionamento. Forse, l’unica via d’uscita ancora percorribile è il mantenimento delle sole scuole di volo e dei controllori, oltre che dell’aeroclub e delle attività ad essi connesse. Non esistono uomini per tutte le stagioni e per tutti i compiti. Le dimissione di Franco Rusticali infatti sono doverose e fortemente in ritardo, di fronte al disastro della SEAF e dell’aeroporto di Forlì, era il minimo che ci si potesse aspettare.

La tanto sbandierata meritocrazia leghista, come sempre, si infrange davanti agli interessi di bottega. I Forlivesi sapranno farsi una ragione della mancanza dei voli per le vacanze soprattutto perché i milioni di euro spesi ogni anno per l’aeroporto potrebbero essere investiti in nuovi servizi nel trasporto locale e nella richiesta di nuovi collegamenti ferroviari, oppure, per salvare molti servizi che i tagli furibondi di Tremonti stanno distruggendo.

Oggi più che mai, perciò, occorre investire su un’idea diversa di sviluppo e di città (finalmente a misura di persona), al di là della propaganda, infatti, è necessario puntare quanto prima e con tutte le risorse disponibili sulle energie pulite, sul riciclo, sull’università, sulla ricerca, sulle scuole di formazione, sull’agricoltura di qualità e biologica, sulle nuove reti tecnologiche, insomma la prospettiva deve incentrarsi sulla qualità della vita e sul capitale umano, abbandonando le velleitaria idea dell’aeroporto e della speculazione immobiliare.  La Federazione della Sinistra quindi lavorerà strenuamente affinché il rinnovamento coinvolga l’intera classe politica forlivese (di maggioranza e di opposizione), complice in questi anni di tali disastri, e sarà a fianco di tutti coloro, nella società civile e nelle amministrazioni, che avranno il coraggio di perseguire tale strada di profondo cambiamento.

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PISTE CICLABILI

Nicola | 8 dicembre 2010

Siamo alle solite, le associazioni che auspicano l’uso della bicicletta e si propongono la difesa della sicurezza nell’uso di questo mezzo di locomozione, fanno sentire nuovamente la loro voce.

Da sempre, anche in momenti non sospetti, a testimonianza di una battaglia condivisibile, vorremmo portare il nostro contributo sul problema che vede aumentare l’uso delle due ruote a pedale, in modo che diventi sempre più un tema della città e dei cittadini che ritrovano nelle loro passeggiate, di piacere o di lavoro, anche quella sicurezza e tranquillità necessarie al piacere di pedalare.

Quello che potrebbe sembrare un problema culturale, per Forlì è semplicemente un problema di sicurezza e di adeguate infrastrutture urbane.

Da anni, forse troppi, si pensa di risolvere la sicurezza costruendo o inventando sulla sede stradale esistente, pseudo piste ciclabili che di fatto sono spesso delle trappole non percorribili. Attaversamenti stradali non segnalati adeguatamente, diritti di precedenza non chiari, frammentazione e mancanza di continuità nei tratti contigui, promiscuità con tratti pedonali o con mezzi a motore, buche sull’asfalto, cassonetti della nettezza urbana, alberi (incolpevoli), siepi e cespugli sporgenti dalle recinzioni private, pozzetti ispettivi dei sottoservizi in rilievo rispetto al manto stradale, depositi di materiale vegetale da potature o depositi di foglie e rifiuti, mancanza di zone riservate o a doppio senso di marcia.

In centro storico, la mancanza totale della possibilità di disporre della sede stradale senza dovere per forza seguire il flusso del traffico veicolare, come esistono percorsi preferenziali per autobus, altrettanto deve avvenire per le biciclette, le carrozzelle e le carrozzine per disabili.

La consapevolezza di trattare una materia delicata è scontata, ma per tutto vi è un inizio ed in questo caso occorre mettere mano con urgenza alla risoluzione dei problemi manifestati, con la piena collaborazione della Polizia Municipale.

Da anni poi esistono nei cassetti degli uffici tecnici, progetti per la realizzazione di piste ciclabili adeguate a sostenere le esigenze di sicurezza dei bambini che praticano la disciplina sportiva del ciclismo, piste che adeguatamente attrezzate sono un supporto adeguato alle scuole per  estendere culturalmente un messaggio per un diverso utilizzo dell’ambiente.

A Forlì deve passare il messaggio che la mobilità sulle due ruote a pedale ci può portare dove l’auto

non arriva ma deve essere fatto in sicurezza.

Per la Federazione della Sinistra di Forlì

Euro Camporesi

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1° Congresso della Federazione della Sinistra

Nicola | 27 ottobre 2010

Meldola – (SABATO 6 NOVEMBRE 2010, Sala Medusa, presso il Bar Novanta, Via Roma, 36)

Forlì – (SABATO 13 NOVEMBRE 2010 Circolo Nuova Resistenza Viale Spazzoli,49)

Caro/a Compagno/a,

A Chianciano il Prc, dopo il risultato disastroso della Sinistra Arcobaleno, ha respinto il tentativo di sciogliere il partito. Dire che Rifondazione esiste per l’oggi e per il domani non significa scegliere l’isolamento e la solitudine e rinunciare a cercare strade unitarie. Significa lavorare per l’unità della sinistra di alternativa proponendo una modalità che unisca davvero. Significa lavorare nella direzione della crescita e  della ricomposizione delle vertenze e delle lotte, dei soggetti sociali, dei movimenti e delle esperienze territoriali, che si battono per cambiare da sinistra. Significa inserire il cammino del Prc in un percorso più ampio, senza che nessuno (e tanto meno noi) sia obbligato a sciogliersi, a cambiare la propria identità politica, a rinunciare ai propri simboli. Per questo abbiamo avanzato, insieme ad altri, la proposta della Federazione della Sinistra. D’altronde, la ricerca dell’unità della sinistra politica e sociale ha caratterizzato, con risultati ora positivi ora negativi, gran parte della storia di Rifondazione Comunista. Di certo, oggi ancora più di ieri, è necessario superare la lunga stagione delle scissioni e dei risentimenti.

Le forze fondatrici della Federazione della Sinistra, oltre a Rifondazione Comunista, sono il PdCI, Socialismo 2000 (il movimento di Cesare Salvi) e Lavoro e Solidarietà (l’associazione di  Gianpaolo Patta), ma il processo unitario è ovviamente un processo aperto e in divenire: per questo, al di là dei soggetti fondatori, ci rivolgiamo a tutte quelle forze sociali e politiche che si   collocano sul terreno della sinistra di alternativa e dell’ autonomia dai poteri forti. All’esperienza della Federazione, oltre a soggetti organizzati (partiti, associazioni, comitati..), possono aderire anche singoli cittadini. È infatti possibile, per chi non è iscritto a nessuna delle forze organizzate già aderenti, iscriversi direttamente alla Federazione della Sinistra. Quest’ultimo aspetto è per noi molto importante, perchè in realtà la scissione più significativa che ha in questi anni segnato la sinistra riguarda proprio quelle compagne e quei compagni che, delusi, si sono allontanati dalla politica o che pensano che tutti sono uguali e non c’è più niente da fare.

Anche nel comprensorio di Forlì si è avviato il percorso della Federazione della Sinistra che si concretizzerà con i Congressi programmati nel mese di novembre 2010. Il congresso è fondativo e non ordinario, perciò basato sulla discussione e sul confronto politico e non sull’ossessione di misurare i rapporti di forza interni.

I congressi territoriali, infatti, discuteranno e voteranno il documento politico congressuale approvato nel luglio scorso dal Consiglio Nazionale della Federazione, ma non voteranno delegati. Il documento politico - sostenuto da tutte le forze che aderiscono alla Federazione, che può ovviamente essere emendato o gli si possono contrapporre documenti alternativi.   Possiamo perciò dire che, per la prima volta dopo anni, facciamo un congresso con un documento che fa da base della discussione congressuale, e non con 5 mozioni contrapposte e già predefinite. E possiamo altrettanto dire che, per la prima volta, compagne e compagni che hanno percorso strade politiche diverse si troveranno a discutere insieme e a praticare la costruzione di una strada finalmente unitaria.

Le coordinate politiche di fondo e i valori della Federazione della Sinistra sono innanzitutto :

  • il nodo dell’anticapitalismo. Il capitalismo è basato strutturalmente sull’ingiustizia sociale e sullo sfruttamento, e la crisi che lo attraversa rende questi aspetti ancora più evidenti e brutali. Per questo noi diciamo, ancora una volta, che un altro mondo è possibile e necessario.
  • La centralità del lavoro: proprio la manifestazione del 16 ottobre ha dimostrato che si può e si deve ricostruire un movimento e una vera opposizione politica e sociale che parta in primo luogo dalla difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.
  • La pace e il disarmo: ritiriamo le nostre truppe dall’Afghanistan, ora e subito.
  • La laicità: basta con le ingerenze del Vaticano, che vuole continuare ad imporre  un fondamentalismo familista basato sull’ipocrisia.
  • La difesa dei beni comuni: no al nucleare e sì alla grande vertenza referendaria dell’acqua pubblica.
  • Il diritto al sapere e la difesa della scuola pubblica: sostegno pieno al movimento degli studenti, degli insegnanti, dei precari, dei genitori, dei ricercatori che si batte contro i tagli brutali della Gelmini.

In primo luogo Berlusconi va sconfitto, e perciò è necessario lavorare per una crescita dell’opposizione politica e sociale nel Paese. L’opposizione non può limitarsi a sperare che Berlusconi e Fini continuino a litigare. L’opposizione deve lavorare per cambiare il clima sociale nel Paese. E se si va al voto anticipato, la Federazione della Sinistra propone un’alleanza democratica che si ponga l’obiettivo di sconfiggere Berlusconi, basata sulla difesa della Costituzione e dei suoi valori; sulla necessità di cambiare la legge elettorale in senso proporzionalista e di fare finalmente una legge sul conflitto di interessi. Un’alleanza di questo genere è un passaggio ineludibile per mandare a casa il governo che, più di ogni altro esecutivo nella storia repubblicana, ha lanciato l’assalto contro la Costituzione, lo Statuto dei lavoratori e i diritti in generale. E la legge elettorale esistente obbliga ad ampie alleanze se si vuole sconfiggere lo schieramento avversario. Ma come abbiamo detto più volte, pensiamo che non ci siano le condizioni per una presenza  nostra in un governo insieme al Pd. Le posizioni sui temi di fondo nel Paese, dall’economia alla politica estera ai diritti civili, sono troppo distanti e diverse. C’è bisogno di una sinistra che continui a lavorare in primo luogo per costruire il conflitto sociale, senza essere imprigionata in un governo moderato, una sinistra in grado di lanciare la sfida ai poteri forti e non di esserne subalterna.

Noi pensiamo che tutte le forze di sinistra debbano stringere un patto di azione a partire dai contenuti. Perciò per noi è importante lavorare anche con Sinistra Ecologia e Libertà, il partito di Vendola però la pensiamo diversamente sulle primarie. Perché partecipare alle primarie significa partire dal presupposto dell’appartenenza  ad un eventuale governo. Noi pensiamo che il problema principale sia, attraverso la partecipazione, ricostruire la politica come luogo collettivo e plurale per risolvere i problemi concreti,  perché i problemi non si risolvono con la ricerca di un leader.

Queste sono le premesse per la discussione che approfondiremo nei congressi territoriali, che si articoleranno in due date, il 6 novembre 2010 per il comprensorio dell’Alta e Bassa Valle del Bidente (Bertinoro, Forlimpopoli, Meldola, Civitella, Galeata, Santa Sofia), il 13 novembre 2010 per Forlì città assieme a Predappio, Dovadola, Tredozio, Modigliana, Castrocaro.

Abbiamo programmato due giornate lunghe proprio per dare spazio a tutti coloro che vogliono partecipare e portare il loro contributo al dibattito politico, inoltre, essendo appunto il congresso fondativo e quindi un’occasione positiva, abbiamo organizzato anche un momento conviviale, con la cena e la musica.



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PRC, Territorio
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QUESTIONE ASP:NASCITA DI UN “VELTRUSCONI” CHE A DOVADOLA NON SERVIVA!

Alan Signani | 6 febbraio 2009

In questi giorni leggendo gli articoli stampa locali e volantinaggi vari,  ho appreso a malincuore della strana alleanza PD – lista civica di destra sulla delicata questione ASP che coinvolge direttamente la nostra Casa di Riposo, l’O.P. Spedale Zauli.
Dopo tanti mesi di battaglia politica, con tanto di assemblee pubbliche e dichiarazioni sui giornali, mi sono stupito nell’apprendere che il PD dovadolese ha avallato la scelta della maggioranza in carica di nominare il Dott. Lorenzetti come Presidente della struttura. Leggi il resto dell’articolo »

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Sanità, Territorio
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Aeroporto di Forlì

Alan Signani | 22 dicembre 2008

Intervento del compagno Tiziano Strada in consiglio provinciale

Ho molto apprezzato la relazione del Presidente Dott. Rusticali, perché in maniera chiara e trasparente ci ha esposto in commissione sia gli elementi critici sia quelli positivi, per l’oggi e per il futuro, riguardanti il nostro aeroporto, non sottacendo, come in passato spesso era stato fatto, le criticità.

Ho altresì apprezzato le risposte date sulla diversificazione e coinvolgimento di una area vasta del nostro comprensorio, so che non tutto può dipendere del CDA ed auspico un ruolo centrale della Provincia perché l’Aeroporto diventi di tutto il comprensorio provinciale e di alcune zone limitrofe (penso in questo caso a Ravenna) e non solo di Forlì, non in teoria, non solo nella ricerca di opportunità, ma anche con impegni concreti. Leggi il resto dell’articolo »

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