Partito della Rifondazione Comunista

Federazione di Forlì
  • Inizio
  • Info
  • Organizzazione
    • Federazione
      • Segreteria
      • Comitato Politico Federale
      • Collegio di Garanzia
    • Circoli
  • Occhi Aperti
  • Galleria Foto
    • VIII Congresso
    • VII Congresso PRC Federazione di Forli
    • VII Congresso Nazionale PRC – Chianciano Terme (Si)
    • 11 ottobre 2008 – Manifestazione a Roma
  • Iscriviti
  • Archivio sondaggi
  • RIFONDAZIONEFORLI You Tube
  • Giovani Comunisti

Le famose lacrime di coccodrillo

Nicola2 | 13 maggio 2013

capitalism-and-alienation-danielle-pioliIl PD forlivese si mobilita contro i tagli lineari in Sanità, da cui deriverebbero l’incerto rinnovo dei contratti per 180 lavoratori, disservizi, dimensionamento delle prestazioni erogate ecc. Noi di Rifondazione Comunista non possiamo che stare dalla parte dei lavoratori e dei cittadini, destinatari della Sanità pubblica e universale, principio che abbiamo sempre strenuamente difeso, ma non possiamo non cogliere la contraddizione piuttosto marchiana delle posizioni del Partito Democratico.
Questi tagli lineari li ha stabiliti il Governo Monti, coi voti ed il sostegno del PD, tale compagine poi è ora parte del nuovo Governo “Alfetta”(Alfano+Letta), il cui Ministro incaricato alla Sanità è la pidiellina Beatrice Lorenzin; con tali premesse non sembra verosimile un cambiamento di rotta rispetto alla scure utilizzata dal Governo in Sanità. Una scure che non ha tenuto conto delle Regioni virtuose, come l’Emilia-Romagna, dove il servizio sanitario pubblico, anche se ancora da migliorare, ha livelli di prestazione alti e bilanci sotto controllo.
C’è molta confusione sul fronte politico, soprattutto in alcuni partiti, PD in testa, ma occorre tenere la barra al centro sulla qualità, sull’universalità e la necessità di servizi sanitari e sociali in grado di soddisfare i crescenti bisogni delle persone colpite dalla crisi economica.

Silvia Federici
PRC di Forli

Share on Facebook

Comments
Nessun Commento »
Categorie
Comunicati Stampa, PRC, Sanità, Welfare
Commenti RSS Commenti RSS

22a Festa di Liberazione

Nicola2 | 17 luglio 2012

Anche quest’anno la Festa di Liberazione sarà all’insegna della buona cucina, ottima musica ed iniziative di impegno sociale e politico.

Avremo un banchetto di solidarietà per la vendita del Parmigiano Partigiano, acquistato direttamente nei territori colpiti dal terremoto dell’Emilia e tutto il formaggio utilizzato, per i ripieni e la pasta, è stato acquistato allo stesso modo. Una parte del ricavato sarà devoluto alla Cassa di Resistenza per le famiglie dei lavoratori rimasti vittime dei crolli.

Inoltre, per diminuire il quantitativo di rifiuti e per non essere complici della speculazione sull’acqua, ai tavoli si potrà scegliere di bere acqua depurata e non in bottiglia di plastica.

Per lo Spazio dibattiti sono in programma le seguenti iniziative:

Venerdì 20 Luglio ore 20:30 – Il Lavoro al tempo della Crisi.

Introduce: Nicola Candido

SEGRETARIO PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA DI FORLÌ

Intervengono

Nando Mainardi

SEGRETERAIO REGIONALE PRC

Gabriele Severi

RSU MARCEGAGLIA DI FORLÌ

Salvatore Romano

RSU ELETTROLUX DI FORLÌ

Stefano Placucci

RSU MARALDI DI BERTINORO

Giovanni Tumidei

RSU CTE DI BERTINORO

Conclude

Giorgio Cremaschi

 Coordina

Fabio Torelli

RSU TRASMITAL E RESPONSABILE COMMISSIONE LAVORO PRC

 

Lunedì 23 Luglio ore 20:30 – Le ASP e il territorio forlivese

Introduce: Anna Maria Vallicelli

RESPONSABILE WELFARE PRC E ASSESSORE POLITICHE SOCIALE DEL COMUNE DI PREDAPPIO

Intervengono:

i Sindaci del comprensorio forlivese

Conclude

Monica Donini

PRESIDENTE Commissione Regionale Politiche per la salute e politiche sociali

 

Mercoledì 25 Luglio ore 20:30 – I misteri italiani e la destra eversiva

Introduce: Bruno Renna

Responsabile Partito Sociale e Migranti PRC

Interviene

Carmelo Pecora

Autore di “9 MAGGIO ’78 – Il giorno che assassinarono Aldo Moro e Peppino Impastato”

Conclude

Saverio Ferrari

Autore del libro “Fascisti a Milano, da Ordine Nuovo a Cuore Nero”

 

Venerdì 27 Luglio ore 19:30 – La Politica Nazionale e il PRC

Introduce: Damiano Pintus

GIOVANI COMUNISTI DI FORLI

Interviene

Nicola Candido

SEGRETARIO PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA DI FORLÌ

Conclude

Dino Greco

Direttore di Liberazione

Share on Facebook

Comments
Nessun Commento »
Categorie
Enti Locali, giovani comunisti, Iniziative, Lavoro, PRC, Sanità, Territorio, Welfare
Commenti RSS Commenti RSS

Un dovere ricordare Franco Basaglia

Nicola | 8 febbraio 2010

Franco Basaglia è lo psichiatra maggiormente conosciuto nel secolo scorso, per la battaglia condotta negli anni ’70 volta a chiudere l’orrenda istituzione manicomiale

Franco Basaglia nacque a Venezia l’11 marzo 1924, ove passo’ una infanzia falice ed agiata nel quartiere di San Polo. Conseguita la maturità classica proseguì gli studi iscrivendosi alla facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università di Padova. Nel periodo universitario si dedicò ai classici della filosofia: Sartre, Merleau-Ponty, Husserl, Heidegger. Terminati gli studi si laureò nel 1949 e più tardi nel 1953 si specializzò in Malattie nervose e mentali, unendosi in matrimonio con Franca Ongaro, che fu coautrice di alcune opere sulla psichiatria e deputata di Sinistra Indipendente. Nel 1958 lavorò presso l’Università di Padova, come assistente presso la Clinica di malattie nervose e mentali ed ottenne la libera docenza in Psichiatria. All’epoca il prorettore dell’ateneo di Padova era Massimo Crepet, amico personale di Basaglia. Per le sue idee innovative e rivoluzionarie Basaglia non venne bene accolto in ambito accademico, cosicché nel 1961 decise di a rinunciare alla carriera universitaria e di trasferirsi a Gorizia. Fu direttore dal 1961 dell’ dell’Ospedale Psichiatrico di Gorizia dove vi fu un forte impatto con la realtà manicomiale: c’era la massima segregazione dei malati mentali, la contenzione, la camicia di forza e l’elettroshock. Basaglia sosteneva con i medici e gli infermieri dell’ospedale psichiatrio che “Un malato di mente entra nel manicomio come ‘persona’ per diventare una ‘cosa’. Il malato, prima di tutto, è una ‘persona’ e come tale deve essere considerata e curata (…) Noi siamo qui per dimenticare di essere psichiatri e per ricordare di essere persone”. Basaglia applicò un moderno metodo terapeutico consistente nel non considerare più il malato mentale alla stregua di un un individuo pericoloso ma al contrario un essere del quale devono essere sottolineate, anzichè represse, le qualità umane. Il malato è di conseguenza in continui rapporti con il mondo esterno, in quanto gli è permesso di dedicarsi al lavoro e al mantenimento dei rapporti umani. Questo metodo di cura, non è esente da concezioni politiche e sociali (vedi più sotto Antipsichiatria). Per un nuovo rapporto tra medico e paziente Basaglia si ispirò alla “comunità terapeutica” di origine inglese; i riferimenti teorici furono Sartre, soprattutto per quanto riguarda il concetto di libertà, Foucault e Goffman per la critica all’istituzione psichiatrica. Basaglia si avvicina all’antipsichiatria, una corrente di pensero sorta in inghilterra nel quadro della contestazione e dei fermenti rivoluzionari del 1968 ad opera principalmente di D. Cooper (n. Capetown 1931). L’antipsichiatria e l’azione dello stesso Basaglia prendono spunto dall’infelice situazione degli ospedali psichiatrici; il movimento si oppure alla psichiatria tradizionale. La psichiatria tradizionale, accusata di non aver compreso i sintomi della malattia mentale, doveva cessare di giocare un ruolo nel processo di esclusione del “malato mentale “, voluto da un sistema politico convinto di poter negare ed annullare le proprie contraddizioni allontanandole da sé, rifiutandone la dialettica, per potersi riconoscere ideologicamente come una società senza contraddizioni. Questo in sostanza il fondamento dell’ideologia di Basaglia che naturalmente non era distante nè scevra da altre idee politiche del tempo; la psichiatria stessa e le soluzioni proposte erano e sono tutt’oggi fortemente contaminate dalla politica; è ben noto che l’eccessiva politicizzazione comporta o crea il rischio di una possibile utilizzazione per finalità eufemisticamente definibili “extra-assistenziali”, sia che il malato mentale venga considerato “vittima sociale” o “espressione del capitalismo”. Scopo dell’antipsichiatria è di coinvolgere nella propria concezione polemica tutte le istituzioni: famiglia,, scuola, fabbrica. L’antipsichiatria rifiuta il modello medico biologico della malattia; è un modello fortemente impregnato di sostanziale libertà e anti-istituzionale., secondo il quale non si deve agire in difesa del malato mentale ma pensare solo di ricondurlo nell’ambito di una norma stabilita dal “potere”. Per il trattamento dei casi singoli essa riconosce validi esclusivamente gli interventi di ordine psicoterapico e a quelli politico-sociologici che avrebbero il compito di suscitare nel malato la presa di coscienza della vera origine della propria sofferenza; collega la prevenzione a un radicale rinnovamento del sistema sociale. In Italia i fermenti e diversi motivi e affinità con il movimento psichiatrico sono stati ripresi da Basaglia, Jervis, con differenti versioni della psichiatria alternativa e un coinvolgimento politico di alcune forze della sinistra italiana. La rivoluzione iniziò a Gorizia dove il manicomio fu profondamente trasformato tramite l’eliminazione di qualsiasi tipo di cura o contenimento e l’apertura dei cancelli, per dar luogo alla “comunità terapeutica”; i pazienti tornavano ad essere uomini, ovvero persone in crisi – anche esistenziale – quindi non più “malattia” e “diversità”. Diceva Basaglia: “Una cosa è considerare il problema una crisi, e una cosa è considerarlo una diagnosi, perché la diagnosi è un oggetto, la crisi è una soggettività’.” ed ancora: “La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla. Il manicomio ha qui la sua ragion d’ essere”. Sue sono le opere del 1967 Basaglia “Che cos’è la psichiatria?” il volume succcessivo del 1968 “L’istituzione negata. Rapporto da un ospedale psichiatrico”. Ma non dimentichiamo anche “Psichiatria e Antipsichiatria”, una lunga intervista nella quale Basaglia illustra e si rifà ad una serie di teorie di Esterson, Laing e Cooper dove senza mezzi termini si afferma che “la famiglia è il crogiolo della schizofrenia”. Proprio nella famiglia si individua quel difetto di comunicazione teorizzato da alcuni antipsichiatri e battezzato successivamente come double bind (doppio legame), teoria oggi obsoleta e del tutto sconfessata, ripresa da alcuni italiani come Cancrini. Per le sue idee Basaglia fu in parte osteggiato anche negli stessi ambienti psichiatrici, specialmente in seguito ad un omicidio commesso da un paziente psichiatrico dimesso dal Basaglia che per tale ragione nel 1968 fu incriminato. Assolto, lasciò la direzione dell’Ospedale Psichiatrico di Gorizia. Nel 1969 lo troviamo all’ospedale di Colorno a Parma e due anni dopo direttore del manicomio San Giovanni di Trieste; è il periodo, dove sono ancora caldi i fermenti del 1968, che precede la chiusura dei manicomi e la promulgazione della legge di riforma psichiatrica. Basaglia a Trieste rivoluzionò l’ospedale psichiatrico avviando laboratori di pittura e di teatro. Venne formata anche una cooperativa di pazienti, che iniziavano a svolgere lavori riconosciuti e retribuiti. Nel 1973 Trieste venne designata “zona pilota” per l’Italia nella ricerca dell’Oms sui servizi di salute mentale. Tutt’oggi i servizi di Trieste propongono come slogan il motto “La libertà è terapeutica”. Nel medesimo anno gli psichiatri che identificarono le loro idee in Basaglia si coalizzarono in Psichiatria Democratica, un movimento tutt’ora esistente ed attivo nelle audizioni parlamentari, appoggiato dalle forze della sinistra italiana. Il movimento fu determinante nel dare impulso al superamento del manicomio tramite una serie di manifestazioni di protesta. Nel gennaio 1977 nel corso di una conferenza stampa Franco Basaglia e Michele Zanetti, presidente della Provincia di Trieste, annunciarono la chiusura dell’ospedale psichiatrico San Giovanni. L’anno seguente, il 13 maggio 1978, fu promulgata in Parlamento la legge di riforma psichiatrica, L. n.180/78. Secondo Basaglia il movimento di Psichiatria democratica doveva allora andare oltre la chiusura dei manicomi ed affrontare quel disagio sociale attraverso il quale miseria, indigenza, tossicodipendenza, emarginazione, delinquenza, conducono alla follia (ndr: oggi le cause sono tutt’ora sconosciute). Nel novembre del 1979 Basaglia lasciò la direzione di Trieste e si trasferì a Roma, dove assunse l’incarico di coordinatore dei servizi psichiatrici della Regione Lazio. Nell’agosto del 1980 Basaglia spirò nella sua casa a Venezia, dopo una lunga malattia. La legge 180 alla quale Basaglia ha dato il nome (legge Basaglia) è buona nell’impalcatura e nell’intento chiudere definitivamente il manicomio, si basa perà su teorie oggi considerate obsolete e superate, come ad esempio il doppio legame, la egazione della diagnosi, l’idea fallita di poter curare senza ricorrere all’uso dei farmaci e persino la mancata promessa di “cura” e risultati. Infatti il trattamento della malattia mentale non può risolversi esclusivamente con interventi di tipo sociale; negli ultimi anni si parla di una serie di cause (multifattorialità) biologiche, sociali, genetiche ed ereditare legate o meno all’ambiente, con un ruolo senz’altro ridotto o assente della famiglia. Conseguentemente alla luce di questi nuovi approcci, a seguito di studi, accadimenti e nuovi modelli terapeutici la legge 180 è ancor oggi oggetto di discussione. Secondo numerose associazioni di familiari va migliorata, mantenendone fermi i principi antimanicomialisti e il riferimento al territorio come luogo principale di cura e accoglimento della persona affetta da disturbo mentale.

Tratto da: http://www.francobasaglia.it/

Share on Facebook

Comments
Nessun Commento »
Categorie
Sanità
Commenti RSS Commenti RSS

QUESTIONE ASP:NASCITA DI UN “VELTRUSCONI” CHE A DOVADOLA NON SERVIVA!

Alan Signani | 6 febbraio 2009

In questi giorni leggendo gli articoli stampa locali e volantinaggi vari,  ho appreso a malincuore della strana alleanza PD – lista civica di destra sulla delicata questione ASP che coinvolge direttamente la nostra Casa di Riposo, l’O.P. Spedale Zauli.
Dopo tanti mesi di battaglia politica, con tanto di assemblee pubbliche e dichiarazioni sui giornali, mi sono stupito nell’apprendere che il PD dovadolese ha avallato la scelta della maggioranza in carica di nominare il Dott. Lorenzetti come Presidente della struttura. Leggi il resto dell’articolo »

Share on Facebook

Comments
Nessun Commento »
Categorie
Sanità, Territorio
Commenti RSS Commenti RSS

COMUNICATO STAMPA

Alan Signani | 23 settembre 2008

Da qualche tempo assistiamo alla querelle in materia di diritti, in relazione alla legge 194/78, a livello regionale. Il quesito fondamentale su cui si sono schierati due fronti, ovviamente del sì e del no, è sul “modello forlivese” per il protocollo di gestione dei consultori.

Noi come PRC di Forlì e come semplici cittadini, uomini e donne, ci interroghiamo sulle modalità di applicazione nel nostro comprensorio della L.194/78 e dell’organizzazione dei consultori ed in quali sedi tale impostazione sia stata decisa.

Ci impegneremo sicuramente per accertare tutti i termini del protocollo forlivese, a partire dalle sedi istituzionali. Vogliamo assicurarci che vengano garantiti sia la piena applicazione della legge 194/78, sia soprattutto il rispetto della libera scelta femminile.

Share on Facebook

Comments
Nessun Commento »
Categorie
Comunicati Stampa, Sanità
Commenti RSS Commenti RSS

Sciopero operatori delle cooperative sociali

Alan Signani | 2 aprile 2008

Il 4 aprile i sindacati hanno finalmente proclamato lo sciopero generale per il rinnovo del contratto di lavoro degli operatori delle cooperative sociali, un contratto che è scaduto dal 2005. E’ questo uno sciopero inedito, ma denso di significato se pensiamo a quanto oggi sia importante riconoscere la dignità del lavoro sociale in rapporto alla qualità dei servizi.
Anche il Partito della Rifondazione Comunista Sinistra Arcobaleno aderisce a questa importante vertenza riconoscendo in questa mobilitazione il primo passo di una vertenza più generale che necessita il ripensare delle politiche sociali nel nostro paese, politiche troppo spesso marginalizzate tra precarietà , assenza di programmazione e sottofinanziamenti.
Continueremo il nostro sostegno ai lavoratori del settore in questa  vertenza  a partire dall’impegno per una  verifica continua dell’applicazione del CCNNLL all’interno delle cooperative, ed al tempo stesso sottolineando la necesità di attivare tutti i percorsi utili alla progressiva stabilizzazione delle figure precarie.

RUSCELLI LUCIANO
SEGRETARIO FEDERAZIONE DI FORLI’
PRC SINISTRA ARCOBALENO

Share on Facebook

Comments
Nessun Commento »
Categorie
Lavoro, Sanità, Welfare
Commenti RSS Commenti RSS

Newsletter ROSSA

Riceverai una mail di conferma
Sendit Wordpress newsletter

Categorie

  • AmbienteAmbiente (17)
  • Campagna elettoraleCampagna elettorale (48)
  • Comunicati StampaComunicati Stampa (74)
  • Enti LocaliEnti Locali (29)
  • EuropaEuropa (13)
  • giovani comunistigiovani comunisti (10)
  • IniziativeIniziative (38)
  • IstruzioneIstruzione (3)
  • L'angolo di P.Kc. (28)
  • LavoroLavoro (46)
  • MigrantiMigranti (20)
  • Occhi ApertiOcchi Aperti (4)
  • PRCPRC (95)
  • Resistenza, Antifascismo, CostituzioneResistenza, Antifascismo, Costituzione (28)
  • SanitàSanità (6)
  • TerritorioTerritorio (22)
  • WelfareWelfare (12)

Galeata a Sinistra!

Link Consigliati

Emiliano Brancaccio

Comitati antifascisti

Corsi di italiano per migranti

Archivi

Collegamenti

rifondazione


Rifondazione Comunista

liberazione

Liberazione - Quotidiano Comunista



Sinistra Europea

giovani comunisti

Giovani Comunisti

Approfondimenti

Disobbedienza

un dito per maroni

Con Cuba!

Solidarietà a Cuba

rss Commenti RSS valid xhtml 1.1 design by jide powered by Wordpress get firefox