La protesta di Giovanni Maiolo, cittadino di Caulonia
Nicola | 4 aprile 2011IN SCIOPERO DELLA FAME PER UNA SOLUZIONE UMANA PER LAMPEDUSA E I MIGRANTI
CAULONIA, (REGGIO CALABRIA) 29 MAR – “Domani alle 13 consumerò l’ultimo pasto, poi smetterò di mangiare perché bisogna trovare una soluzione umana al dramma di Lampedusa cominciando a mandare una parte dei migranti che affollano Lampedusa nella locride che si è dichiarata disponibile ad aiutare in questo momento difficile”. Giovanni Maiolo, cittadino di Caulonia, in Calabria, terra di accoglienza da anni, annuncia uno sciopero della fame per protesta. “Il ministro dell’Interno Roberto Maroni – prosegue Maiolo – voleva fermare le migrazioni, ignorando la storia e ogni logica razionale, ed ora si trova a gestire l’emergenza Lampedusa e lo fa nel peggiore dei modi. Si comincia a parlare di eventuali respingimenti di massa, che violerebbero drammaticamente, ancora una volta, il diritto internazionale. Anche per queste ragioni é in sciopero della fame, da giorni, Giacomo Sferlazzo, lampedusano, artista, amico, compagno di strada per la difesa dei diritti civili. Sento il bisogno di fare qualcosa anche io, per questo mi unirò alla sua protesta”. “Per alleviare il dramma di Lampedusa – prosegue Maiolo – la locride dell’accoglienza, di Caulonia e Riace, per bocca del sindaco di Caulonia Ilario Ammendolia, si è offerta per l’ennesima volta di dare una mano rimanendo per ora inascoltata, perché si preferisce rinchiudere i migranti dietro al filo spinato di Mineo e alle mille gabbie per animali dei vari centri di identificazione ed espulsione”. (ANSA).
Martedì 29 marzo 2011
Ore 17:07
























