Partito della Rifondazione Comunista

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Quale futuro per le Terme di Castrocaro?

Nicola2 | 30 maggio 2013

Dopo un dibattito ultraventennale, durante il quale si sono succeduti diversi sindaci, sembra chiudersi il cerchio della cessione ai privati del patrimonio che ha dato lustro e lavoro al territorio di Castrocaro: gli stabilimenti termali e tutta la proprietà immobiliare che contemplava il Parco Termale, il Parco Turistitico, il Padiglione delle feste e delle Conferenze, oltre ad una serie di proprietà mobiliare ed immobiliari di valore storico e turistico, acquisite con investimenti e lasciti.

Quale privato si sarebbe liberato di tale patrimonio in così breve tempo?
In particolare, quale “diligente buon padre di famiglia” lo avrebbe fatto sapendo che ne aveva la disponibilità temporanea e l’obbligo, non solo morale, di restituirlo rivalutato ai suoi legittimi proprietari, ovvero ai cittadini di Castrocaro?

Oggi si lavora per cederne definitivamente la proprità al gestore, togliendo identità territoriale e turistica, precludendone il libero accesso ai legittimi proprietari (i cittadini) ed aumentando la già difficile crisi alberghiera.

Chi fermerà la nuova proprietà quando le strutture di servizio diventeranno alloggi, ed il parco potrà essere fruito solo dietro pagamento di un biglietto di accesso?

Dove si svolgeranno le iniziative pubbliche e private (mostre, bagni termaliconvegni, concerti, feste) senza essere vessati da tariffe esose per utilizzare il Padiglione, il Parco e le relative pertinenze?

Quale altra economia potrà essere messa in pista per rivalutare il territorio e dare una nuova identità al paese e per incentivare il commercio ed il turismo?

Siamo certi che dopo questo scempio, non vengano ceduti altri gioielli?

Chi salvaguarderà le opere d’arte, dal valore immenso, di Tito Ghini che caratterizzano le strutture termali e la loro storia?

Il prezzo da pagare per la cecità amministrativa di questi ultimi venti anni è troppo alto, perchè una volta ceduta la proprietà ed inserito il ricavato per la cessione delle quote nelle entrate del bilancio comunale, quale utilizzo avranno i fondi? Serviranno forse solo per fare cassa chiudendo qualche “Buco Nero”, per mettere un po’ d’asfalto o per fare qualche altro intervento di ordinaria manutenzione? Ma così facendo quale futuro avremo consegnato alle prossime generazioni?

Noi pensiamo che beni quali il Parco turistico, il Parco delle terme e il Padiglione delle Feste siano beni collettivi inalienabili e che si possano e si debbano trovare forme, efficienti e remunerative, di gestione pubblica. Il Comune non può pensare di vendere i Beni Comuni dei cittadini di Castrocaro a gestori privati solo per fare cassa senza pensare che finiti i soldi ci si dovrebbe rivolgere ad altre entrate.

Si restituiscano alla collettività i beni di cui tutti siamo proprietari e vengano attivati quei percorsi di democrazia partecipata in grado di vincolare le decisioni alla volontà della popolazione e a far emergere, in modo trasparente, tutte le possibili alternative alla vendita.

Circolo PRC di Castrocaro Terme -Terra del Sole

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La Sinistra per l’infanzia e per le scuole

Nicola2 | 13 maggio 2013

I Galeateasi in questa tornata elettorale hanno la possibilità di votare non una compagine civica ma una lista di Sinistra, rappresentata da persone, compagne e compagni, con una lunga e coerente militanza alle spalle e che non cambieranno idea appena passate le elezioni, come purtroppo è successo nella scorsa Amministrazione che ci ha portato al Commissariamento ed al voto anticipato. La lista è composta da persone che perseguono gli stessi ideali, che hanno saputo mettere da parte ogni personalismo e che sono completamente svincolate da qualsiasi legame con i “clan” familiari che tanti disastri hanno creato a Galeata.
SX x GALEATA 14-55-00
Sappiamo bene che il compito che ci potrebbe essere affidato non sarà semplice ma sappiamo anche che solo i valori della Sinistra che affonda le proprie radici nella giustizia sociale, nel diritto per tutti ad una istruzione pubblica e gratuita, che lotta ogni giorno affinché nessuno venga leso nella propria dignità di uomo, di cittadino e di lavoratore, potrà far ripartire il nostro paese. Uno dei punti del nostro programma infatti ha come titolo “per l’infanzia e per le scuole” e mette al centro il diritto sostanziale e non solo formale all’istruzione dei ragazzi e delle ragazze e ciò può avvenire solo coniugandolo con contributi economici e supportando l’offerta formativa attraverso il pre-scuola e il dopo-scuola, per dare le medesime possibilità anche alle ragazze e ai ragazzi svantaggiati, culturalmente o economicamente.

Sempre in quest’ottica, serve da subito un potenziamento dei servizi rivolti alla prima infanzia come centri gioco o baby parking, mettendo a disposizione spazi comunali non utilizzati e risorse pubbliche e private. Così come, una particolare cura deve essere rivolta agli edifici pubblici, mettendoli in sicurezza e rendendoli funzionali alle attività dei ragazzi. Infine, la mensa scolastica dovrà servire prodotti biologici di qualità, di produzione locale e, in casi di effettiva necessità, occorre prevedere che il Comune garantisca un pasto ai bambini delle famiglie indigenti colpite dalla crisi, perchè nessun bambino dovrà mai sentirsi diverso dagli altri.

Giuseppina Cicchino
Candidata a Sindaco

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Verso una società post-incenerimento. Ottima la prospettiva, ma ancora tante le resistenze da vincere per concretizzarla

Nicola2 | 13 maggio 2013

E’ con vivo apprezzamento che abbiamo letto le intenzioni del Comune di Forlì  di andare in direzione di una società post-incenerimento in accordo con la Provincia di Forlì-Cesena. Bisogna parlare di intenzioni perché siamo ancora nell’ambito delle mere proposte, in quanto il potere vero di intervento, dopo lo scioglimento delle ATO provinciali, è in mano all’ATO Regionale (ATESIR) di cui l’ assessore Bellini è solo uno dei nove componenti del Consiglio d’ambito, l’organo direttivo di tale Agenzia.
Bartolini c'era!!! Non sappiamo se nel 2020 l’inceneritore di Forlì avrà solo 70.000 tonnellate di indifferenziata da bruciare, ciò sarà possibile solo se l’intera Provincia passerà alla raccolta porta a porta, anzi l’intera Regione, poiché con l’ATO regionale i rifiuti urbani potranno essere smaltiti in questo ambito sovraterritoriale. Per il momento, la Provincia di Forlì ha escluso tale ipotesi, ma gli amministratori provinciali sono nelle condizioni di promettere tutto ciò che al cittadino piace sentirsi dire, tanto fra un po’ la Provincia non ci sarà più e nessuno ne dovrà rispondere.
La tendenza alla riduzione dell’indifferenziato è in atto dal 2005 ma viaggia molto lentamente, siamo passati dalle 191.000 tonnellate di quell’anno, alle 154.000 del 2011. Un trend in costante discesa, salvo che per il 2010 in cui si ebbe invece un piccolo aumento rispetto all’anno precedente. Per il 2012 i dati della produzione rifiuti non sono ancora stati pubblicati, in questo l’ATESIR non è più efficiente delle vecchie ATO provinciali.
I “pianti” di HERA per non aver abbastanza rifiuti da bruciare sono al momento del tutto immotivati in quanto ha 35.000 tonnellate in più rispetto alla potenzialità massima dell’inceneritore, di 120.000 tonnellate. Sono lagnanze che ci paiono finalizzate ad ottenere l’autorizzazione a bruciare biomasse, rifiuti speciali o di altre province.
Gli amministratori locali e dell’ATESIR – compreso l’assessore Bellini –, a differenza che nel passato con le vecchie ATO, avrebbero veramente la possibilità di cambiare la programmazione dei rifiuti poiché oggi non sarebbero più “costretti” ad assegnare il servizio ad HERA, ma sebbene il contratto sia scaduto ormai da un paio d’anni preferiscono passare di proroga in proroga anziché indire una gara d’appalto e rinegoziare nuove regole e condizioni più favorevoli per i territori.
Come Rifondazione Comunista auspichiamo e sosterremo tutte le azioni che realizzino lo scenario enunciato dall’assessore all’Ambiente del Comune di Forlì, ma riteniamo non positivo un eccessivo trionfalismo basato soltanto sulle buone intenzioni, soprattutto quando le forze che si oppongono ad una società post-incenerimento sono ancora tanto potenti da impedire concreti passi avanti in questa direzione.

Il responsabile Ambiente PRC
Palmiro Capacci

Nicola Candido
Segretario PRC Fed. di Forli

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A proposito della Fondazione Cassa dei Risparmi

Nicola2 | 22 aprile 2013

Il dibattito di questi giorni sulle nomine alla Fondazione Cassa di Risparmio evidenzia due aspetti che vale la pena esplicitare con chiarezza. Il primo, il vero luogo decisionale e di governo di Forli non sono le istituzioni elette direttamente dai cittadini, ma la struttura dove a decidere sono i soliti potenti in caminetti ristretti, come ricordato dal Sindaco. In un momento come questo in cui le risorse economiche per gli Enti Locali sono sempre più scarse chi ne ha ampie disponibilità diventa il vero perno della socmanifestazione 9 marzoietà. Allora la partita delle nomine, fatta da una ristrettissima cerchia, non è solo un problema di allargamento del dibattito, ma una questione democratica. Il vulnus non riguarda le figure che saranno scelte, ma le modalità con le quali lo saranno. A partire dalla modalità usata dal Sindaco. Il dibattito tra ex politici o “società civile”, quindi, è una cortina fumogena che nasconde la questione principale, il controllo democratico e la redistribuzione trasparente delle risorse economiche.

Il secondo aspetto riguarda il Partito Democratico, ovvero il principale attore politico del territorio, o meglio, il partito Stato del territorio. Sulle nomine alla Fondazione Cassa di Risparmio sta confermando, ancora una volta, il cambiamento di collocazione ideale e culturale. Dal rappresentare i ceti popolari e gli interessi diffusi della società si è convertito in portavoce di interessi organizzati, ristretti. Invece di essere il mezzo tramite il quale i singoli cittadini si organizzano per contrapporsi ai poteri economici e sociali costituiti, diventa il facente funzione di tali interessi costituiti. In sostanza, compie fino in fondo il passaggio da partito di sinistra a partito liberale, come si sarebbe detto qualche tempo fa, da forza politica che rappresenta il mondo del lavoro a partito espressione della borghesia e delle imprese. Trasformazione del tutto legittima, ma che è bene tener presente se vogliamo, come cittadini e forze politiche di questo territorio, confrontarci con la legittimazione democratica di un’istituzione elitaria come la Fondazione. Di certo, non è più possibile pensare che ingenti risorse drenate al territorio non vengano investite secondo modalità democratiche controllate dai cittadini, ma tramite scelte, seppur legali, tra i soliti potenti di Forlì.

Nicola Candido

Segretario PRC Fed. Forlì

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A Galeata un Fronte di Sinistra e Comunista

Nicola2 | 22 aprile 2013

I bisogni dei cittadini di Galeata diventano ogni giorno più pressanti e numerosi, ma le proposte politiche avanzate in queste giorni sono del tutto inadeguate. Si pensa solo alle candidature invece che hai programmi.Noi pensiamo perciò che occorra pSX x GALEATA 14-55-00arlare di programmi e non di incarichi. Noi pensiamo che le promesse saranno tante, ma che nessuno risolverà i problemi dei cittadini. Solo costruendo una lotta collettiva si possono superare le difficoltà e le ingiustizie derivanti dalla crisi. Noi perciò proponiamo:

Un’economia sostenibile che crei lavoro e garantisca i diritti

Politiche per la casa che assicurino a tutti un alloggio dignitoso

Il blocco immediato degli sfratti per i cittadini meno abbienti

L’esenzione totale dell’IMU prima casa per i redditi più bassi

La gratuità di tutti i servizi comunali per disoccupati e precari

Un sistema di servizi sociali che includa tutti i bisogni

Servizi per l’infanzia e maggiori risorse per le scuole e la cultura

Una tassazione che colpisca i più ricchi per dare maggiori risorse a chi ha meno

La trasparenza dell’Amministrazione e la partecipazione dei cittadini

Il decentramento e la valorizzazione di tutto il territorio e delle frazioni

Servizi e sostegni adeguati per le giovani generazioni

Il rilancio del turismo responsabile e dello sport sociale per tutti

Partendo da questi indirizzi generali, coinvolgeremo i cittadini al fine di avanzare, collettivamente, delle proposte concrete e delle idee costruttive per Galeata. Per questo, pensiamo sia utile ed importante, costituire un Fronte di Sinistra e Comunista.

Il nostro obiettivo non è solo costruire una lista di Sinistra e Comunista a Galeata, ma di unire tutte quelle persone che in questi anni sono state in prima linea nella difesa dei lavoratori, dell’ambiente e delle persone più deboli.
Un gruppo di cittadine e cittadini di Sinistra e Comunisti.

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L’Aeroporto, cronaca di un fallimento annunciato

Nicola2 | 27 marzo 2013

L’epilogo dell’Aeroporto era annunciato da anni, oggettivamente Forlì non poteva permettersi uno scalo con quelle caratteristiche, ma la visione di uno sviluppo economico distorto, ha portato ad una situazione paradossale: sono stati investiti milioni di euro e SEAF oggi è costretta a chiudere. Sia centrodestra che centrosinistra, invece di guardare concretamente ad un rilancio economico adatto al territorio forlivese, hanno perseguito personali manie di grandezza, lontane dalla realtà e da una visione di lungo periodo. Dal PD alla Lega Nord, dal PDL all’UDC, tutti hanno insistito affinché l’utilizzo dell’Aeroporto andasse avanti così com’era, ovviamente con i soldi dei cittadini. Si sono sperperati 40 milioni di euro e i risultati sono inequivocabili: è stato un fallimento. Ora, è urgente salvaguardare i posti di lavoro rilanciando la mobilità sostenibile, anziché pensare di privatizzare Start Romagna, e potenziando i collegamenti ferroviari. Occorre aumentare il trasporto urbano – ripensandolo unitariamente tra Forli e Cesena, ormai unica area metropolitana – ed extraurbano in modo da sostituire adeguatamente gli spostamenti privati. Le reti di interconnessione, a partire da quella Internet, sono diventate una precondizione per lo sviluppo e per incentrare l’attrattiva del territorio sulla qualità della vita, unica vera risorsa che abbiamo. In generale, è giunto il momento di capovolgere la nostra idea di investimento, passando da opere infrastrutturali che deteriorano la qualità del territorio, a tutelare l’unico vero capitale in grado di garantire il nostro futuro economico: quello umano. È fondamentale, perciò, attivare immediatamente, con le risorse risparmiate dall’aeroporto, dei percorsi per favorire lo sviluppo delle Scuole di volo, dell’Istituto Tecnico Aeronautico e dell’Università, insomma, occorre creare le condizioni “ambientali” ed economiche per rendere conveniente e vantaggioso l’avvio di nuove imprese collegate al Polo tecnologico forlivese. Sfruttiamo un fallimento annunciato per riconvertire il nostro sviluppo e rilanciare la nostra economia, guardando al futuro.

Nicola Candido

Segretario PRC Fed. di Forlì

Su questa vicenda le responsabilità sono molte, ma mai come stavolta L’AVEVAMO DETTO. Siamo rimasti inascoltati.

Elenco articoli anni scorsi

http://www.romagnaoggi.it/cronaca/forli-aeroporto-rifondazione-all_attacco-ci-vorranno-ripiani-per-altri-4-anni.html

http://www.forlitoday.it/cronaca/aeroporto-rifondazione-comunista-un-buco-senza-fondo.html

http://www.forlitoday.it/politica/aeroporto-forli-dichiarazione-nicola-candido.html

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A Forlì, l’IMU e l’addizionale IRPEF sono vessatorie e inique

Nicola2 | 27 marzo 2013

Nel decidere le aliquote delle imposte la logica dovrebbe essere semplice, chi ha di più, paga di più, in maniera progressiva, come prevede la nostra Costituzione.  L’Aimage003mministrazione comunale di Forlì fa il contrario, tartassa di più chi ha di meno, applicando a tutti la stessa aliquota. Premesso che l’IMU sulla prima casa è un’ingiustizia che il Governo Monti, appoggiato da PD e PDL, ha imposto agli Italiani, essa, però, poteva essere applicata in modo progressivo attuando delle vere e proprie politiche economiche in grado di far diminuire i prezzi degli affitti e far fronte all’emergenza casa. Invece, a differenza di Comuni come Ravenna, si è preferito non intervenire nelle dinamiche economiche. Eppure la legge permetterebbe di tassare di meno chi possiede immobili dati in locazione, in modo regolare o a canone concordato, e di elevare al massimo l’aliquota di chi preferisce tenerli sfitti, in particolare dei grandi proprietari che riescono ad influenzare pesantemente il mercato e a guadagnarci lo stesso. Nel Comune di Forlì le case vuote sono migliaia, se si “costringessero” i proprietari ad affittarle, il canone diminuirebbe fortemente. Allo stesso modo, per gli immobili destinati ad attività commerciali – anziché sprecare risorse per consulenze esterne del tutto inutili – è possibile, tramite un’imposizione IMU differenziata, in base all’utilizzo o meno dei locali, abbassare i canoni di locazione per i piccoli negozianti del centro e non solo, strozzati dalla rendita parassitaria dei grandi proprietari, fra cui le banche. I “tecnici” che guidano l’Amministrazione del nostro Comune, non hanno fatto altro che applicare con superficialità la normativa nazionale, a danno dei cittadini meno facoltosi e dei piccoli commercianti, a vantaggio della grande distribuzione.

Con la medesima logica, nel Comune di Forlì, un cittadino che guadagna ottomila euro ha la stessa addizionale IRPEF di chi guadagna otto milioni di euro. Applicare l’addizionale IRPEF rifondazione_logosecondo scaglioni di reddito, chi ha di più paga un’aliquota più alta, oltre ad essere consentito dalla legge, è di facile realizzazione e un atto di giustizia redistributiva, il Comune di Dovadola, seppure tra i più piccoli e con meno dipendenti, ha facilmente applicato cinque scaglioni di aliquote portando, in questo modo, l’esenzione a ben 13.000 euro, al contrario, Forlì è ferma a 8.000 euro.

Perciò chiediamo all’Amministrazione di Forlì, e in particolare all’assessore Tronconi, di applicare in modo equo le imposte comunali per tutelare i cittadini in difficoltà economica, i disoccupati, i lavoratori precari, i pensionati, i piccoli commercianti, insomma, occorre che anche il Comune faccia concrete politiche fiscali per favorire la diminuzione del costo degli affitti e non i grandi proprietari di immobili, per cominciare ad affrontare, anche in questo modo, il dramma dell’emergenza casa.

Nicola Candido

Segretario PRC Federazione di Forlì

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Apprezziamo il voto contrario del Consiglio Comunale di Forlì sulla fusione HERA-AcegasAps

Nicola2 | 15 ottobre 2012

Non possiamo che apprezzare la scelta del Sindaco e del Consiglio Comunale di Forlì di votare contro la fusione di HERA con ACEGAS, così come abbiamo apprezzato il rigetto di questa operazione, anche grazie al nostro modesto ma determinante contributo, da parte di tanti altri consigli Comunali. Oggi il malessere nei confronti di HERA, ma più in generale delle Multiutility è diffuso nella società, anche molti di coloro che, accecati dalla ideologia del liberismo, vollero con grande entusiasmo queste privatizzazioni oggi mostrano segni di ripensamento.

E’ cresciuta la coscienza che in ogni società sana e vitale, anche a prescindere dall’orientamento politico e dal momento storico, certi servizi e beni comuni, essenziali per la collettività e per loro natura monopolistici, non possono che essere gestiti pubblicamente. La maggioranza dei cittadini ha maturato questa consapevolezza sulla propria pelle ed ha espresso in modo inequivocabile la propria volontà l’anno scorso con il voto sui referendum a favore della ripubblicizzazione dell’acqua e della gestione dei servizi pubblici, ancora scandalosamente disattesi dai partiti che appoggiano il Governo Monti. Naturalmente siamo consapevoli che non è sufficiente la proprietà pubblica affinché un servizio sia effettivamente pubblico ed efficiente, ma questa, assieme al controllo da parte dei cittadini, è una delle condizione imprescindibile.

Sappiamo quali persuasive pressioni i poteri forti possano esercitare sugli amministratori pubblici. Una volta l’ex sindaco di Forlì Satanassi ebbe a dire: “Il Sindaco propone, ma poi è la banca che dispone”. Coerenti con un’impostazione che allora da soli, coi Verdi, vide opporci alla privatizzazione delle municipalizzate  e alla nascita di HERA salutiamo positivamente la scelta che si appresta a compiere il Consiglio Comunale di Forlì, anche se siamo consapevoli che il percorso da compiere sarà lungo e difficile.

 

Palmiro Capacci

Responsabile Ambiente PRC-Forlì

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Quando Forlì si adeguerà alle città che hanno detto NO al Circo?

Nicola2 | 6 ottobre 2012

In questi giorni, si nota (dal rumore degli altoparlanti che passano incessantemente per Forlì), la presenza di un ennesimo circo che staziona dalle parti del nuovo centro commerciale. Forlì, accettando ogni volta la presenza di questo tipo di intrattenimento che sfrutta e umilia gli animali, dimostra scarsa sensibilità e poco  senso della realtà e delle cose. Diciamo questo perché già diverse città in Italia e in Europa hanno preso una strada differente verso questo tipo di spettacoli che riduce gli animali a semplici schiavi in favore di un guadagno rozzo e umiliante. Da Campobasso sino ad alcuni paesi della nostra stessa Regione, il no ai Circhi che usano gli animali sono sempre di più. Ci pare utile che anche il nostro Sindaco possa assumere un provvedimento risoluto per riportare la nostra città all’avanguardia nella tutela degli animali. Il caso della giraffa scappata e poi morta a Imola é un caso emblematico di quanto questi animali sognino la libertà. Balzani si é definito un uomo che soffre di solitudine, speriamo riesca quindi a capire quanto é brutto sentirsi in gabbia.

Bruno Renna

Segretario Comunale di Forlì

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Sonora bocciatura della fusione Hera-AcegasAps

Nicola2 | 6 ottobre 2012

La fusione Hera-Acegas Aps è stata bloccata! Almeno nei Comuni di Predappio e di Civitella di Romagna, su nostra iniziativa e con il grande impegno delle compagne Anna Maria Vallicelli e Tania Ravioli, la fusione tra Hera e Acegas Aps è stata sonoramente bocciata. Come avevamo annunciato, i nostri rappresentanti nei Consigli Comunali si sono battuti affinché questa fusione, che avvantaggia la finanza a discapito dei cittadini, non passasse e i risultati si sono visti. In entrambi i Comuni la bocciatura è arrivata quasi all’unanimità. Risultati, politicamente significativi, ci sono stati anche a Dovadola, dove è stata approvata di stretta misura e con il voto contrario del compagno Kabir Canal, e a Forlimpopoli dove, forse per divisioni interne al PD, è stata rinviata, pretestuosamente, la discussione. A questi esiti, merito delle nostre battaglie nei Consigli Comunali, si devono aggiungere il voto contrario di Meldola e l’approvazione, per un solo voto di differenza, di Santa Sofia.

È evidente che la lotta e la sensibilizzazione di questi anni hanno pagato, del resto il tradimento della volontà popolare, che si era espressa contro i processi di privatizzazione nei Referendum del 2011, è lì a dimostrare che le nostre posizioni hanno il consenso dei cittadini, anche se le lobby economiche vorrebbero impedire che la Politica, onesta e dal basso, alzi la testa per contrastare la deriva populista e tecnocratica.

Nei prossimi giorni altri Consigli Comunali saranno chiamati ad esprimersi e anche lì non faremo mancare la nostra pressione e il nostro impegno per mettere definitivamente da parte la fusione Hera-Acegas Aps. Perché, diversamente dalle idee liberiste appoggiate dal PD, noi pensiamo che  le amministrazioni pubbliche debbano riappropriarsi della gestione dei servizi aprendola alla partecipazione popolare ed alla condivisione allargata delle politiche ambientali.

 

Nicola Candido

Segretario PRC Fed. Forlì

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