UNA “RIFORMA” CHE RIFORMA NON E’
Nicola | 6 aprile 2010Il 26 MARZO 2010 è scaduto il termine ultimo per le iscrizioni alla scuola superiore, posticipate di un mese dal Ministro Gelmini perché potessero essere più informati i futuri membri. Tutt’oggi sappiamo che il testo non è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, è ancora alla Corte dei Conti, quindi, i futuri iscritti alla scuola superiore di II GRADO sapranno solo con esattezza a settembre 2010 quale “ tegola “ cadrà su di loro. Ciò che conosciamo sono i tagli al quadro orario attuale con diminuzioni di cattedre per un numero elevatissimo di docenti entro il 2013. Dal 2010/11 gli attuali precari non avranno più possibilità di lavorare ed a questi si aggiunge il personale a tempo indeterminato. I corsi E.D.A. (corsi educazione per gli adulti) e i corsi serali per il conseguimento del diploma per gli studenti lavoratori, verranno devastati. Che strano paese è l’Italia…! Come se non bastasse le ultime consultazioni elettorali hanno dato un maggiore consenso al governo Berlusconi, il maggior partito di opposizione non ha contrastato l’attuale egemonia autoritaria e chi ha cercato di reagire a tutto ciò non ha avuto visibilità. La scuola pubblica di stato, sofferente da anni, sta rantolando. Studenti, genitori, personale docente e non docente, non so se abbiano consapevolezza del momento che stiamo subendo. Un dato è certo da settembre 2010 l’istruzione darà meno offerta formativa, avremo classi numerose, tagli alle discipline di insegnamento dell’area comune e dell’area di indirizzo (anche per chi ha già intrapreso il suo percorso), in alcuni corsi saranno azzerate le materie dell’area di indirizzo e verranno annullati un numero elevato di corsi di studio. Il messaggio è chiaro: avere cittadini sempre meno coscienti della “ lobotomizzazione ” vigente. “ Riforma epocale della scuola “ balbetta “ una pseudo opposizione lanciando slogan senza rispondere ai reali attacchi alla scuola pubblica, ma dichiarando che l’idea di scuola statale è superata: la scuola pubblica è anche quella privata. Affermazione, quest’ultima, tipica di un certo conservatorismo di destra…Beh.! La legge n. 62 del 10 marzo 2000 – Norme sulla parità scolastica – è stata un’operazione di scambio dei democratici popolari all’interno dell’Ulivo. Ricordo ai benpensanti del PD che l’Art.33 della Costituzione, ancora vigente, afferma quanto segue: La Repubblica detta le norme sull’istruzione ed istituisce Scuole Statali per tutti gli ordini e gradi […] Gli Enti Privati hanno diritto ad istituire scuole senza oneri per lo Stato. Come cittadino, genitore e docente rivendico una scuola laica, pluralista e pubblica: la scuola statale è garanzia per tutti.
Marilena Pallareti – docente scuola superiore II Grado






















