SA EMILIA-ROMAGNA, sulla decisione di Loredana Dolci
Alan Signani | 29 marzo 2008COMUNICATO STAMPA
Nella vita – come nella politica – non solo è possibile cambiare idea:
qualche volta è anche salutare. Nel caso di Loredana Dolci siamo
invece al patologico: la sua scelta non arriva dopo un particolare
travaglio politico ed intellettuale. Arriva dopo aver fatto di tutto
per guadagnarsi un posto eleggibile certo alla Camera ed arriva –
evidentemente – dopo un attento calcolo su ciò che le sarà più
conveniente per la sua vita politica e personale futura.
Questo è il
“caso” Loredana Dolci: nulla di più. Non c’è nessun “senso del dovere”
o “senso di responsabilità” nella sua scelta di candidarsi – prima – e
nella sua scelta di collocarsi altrove – ora: Dolci sceglie
semplicemente di stare con il soggetto politico che percepisce come
più forte e – per accreditarsi – lo fa nel modo più rumoroso possibile
e, nelle sue intenzioni, nel modo più dannoso possibile per “la
Sinistra l’Arcobaleno”. Lasciamo volentieri ad altri questo vecchio e
trasformistico modo di fare politica: sarà l’ennesimo atto innovativo
del Pd? Dolci sceglie così perché ha perso la battaglia interna nel
suo partito e pone questo davanti al percorso di costruzione della
sinistra in Emilia-Romagna e nel Paese : proprio in una fase in cui
dovrebbero essere sospese le questione interne per spendere tutte le
risorse e le energie nella campagna elettorale. Ci sono tante ragioni
per votare “la Sinistra l’Arcobaleno” il 13 e il 14 aprile. Da oggi
Loredana Dolci è un’ospite sgradita e un corpo definitivamente
estraneo alla nostra proposta politica ed elettorale: una ragione in
più per sostenere “la Sinistra l’Arcobaleno”.
Nando Mainardi – segretario Emilia-Romagna Prc
Gabriella Meo – coordinatrice Emilia-Romagna Verdi
Massimo Mezzetti – coordinatore Emilia-Romagna Sd






















