Dovadola, il circo della destra
Alan Signani | 27 marzo 2008Si fa presto a parlare di integrazione, sicurezza e lavoro nero quando di parla di migranti. Alcuni degli amministratori di Dovadola, che stanno per intervenire sul reddito minimo per concedere la residenza, cosa ne pensano della riduzione in schiavitù, della violenza bestiale e l’antologia degli orrori subita da una famiglia bulgara ad opera di "datori di lavoro" italiani, gestori d’un circo in quel di Salerno. Credo che come tante altre forze politiche sceglieranno il silenzio.
Il coro di pubblici opinionisti che usa levarsi a gridare l’allarme-sicurezza quando violenza è perpetrata dallo «straniero» spenderà qualche parola?
Una scommessa, in verità, l’abbiamo già vinta ieri, con noi stessi: nessuno ha chiesto al governo, pur in carica per gli affari correnti, alcuna sorta di interventi speciali. Che so: controlli a tappeto sui circhi italiani, arresto preventivo dei gestori "beccati" ad usare maestranza «straniera» o in generale dei cittadini segnalati per comportamenti violenti nei confronti di non-indigeni. O magari l’adozione del confino: che starebbe agli italiani come la deportazione collettiva è stata a rom e rumeni. Noi non ci sogneremmo mai di proporre il primo: ma ecco la coerenza di chi ha voluto ed ottenuto la seconda. Razzismo? Quando mai…
Due ragazze di 19 e 16 anni, bulgare dunque europee ed anzi cittadine dell’UE, sono state coi loro genitori attratte a lavorare in quel circo italiano: e là hanno subito sevizie incredibili, dall’immersione in una vasca di piranha al rovesciamento sul corpo di rettili velenosi. Una per poco non c’è morta. Ricevevano la loro “paga”, però: 100 euro a settimana, al posto dei 480 promessi; “avevano alloggio” anche se si trattava di due cassoni di autocarro. Il tutto, già inflitto ad altri simili, ad opera di tre italiani.
Si dirà: ma era un circo, un luogo "d’eccezione". Lo si racconti alle moltitudini di schiavizzati nel "sommerso" italiano. E ci si dica: non è forse ridotto ad un grottesco circo il nostro "mercato del lavoro", che se ne alimenta? E’ la politica italiana che rischia di diventare un circo infischiandosene dei diritti e con essa della stessa civiltà giuridica d’un Paese ridotto a bastione della “cittadinanza europea diseguale”, a prateria dello sfruttamento. La politica diventa davvero un circo quando arriva a sopportare che un’intera famiglia di origine bulgara sia finita in quelle condizioni. Cosa pensa di fare l’amministrazione di Dovadola, abolirà anche il transito e/o la sosta al circo che volesse fermarsi in paese o pensa di farne ispezionare quotidianamente le condizioni? Siete ancora in tempo, fermatevi.
Ruscelli Luciano
Segretario Federazione di Forlì PRC
Sinistra Arcobaleno






















