Carpigiani non rinnova i contratti a termine.
Alan Signani | 27 aprile 2009La crisi investe sempre di più il tessuto produttivo locale, centinaia di posti di lavoro persi, ed altri ancora a rischio con aumenti spropositati nell’utilizzo della cassa integrazione.
Il Partito della Rifondazione Comunista ritiene non più rimandabile un’approfondimento sull’estensione degli ammortizzatori sociali anche a quelle categorie che attualmente ne sono escluse. I terministi della Carpigiani, le loro famiglie, sono l’ultimo episodio di questa emergenza taciuta o sminuita da tutti i media.
Esprimendo solidarietà a quei lavoratori che attualmente sono in lotta per la salvaguardia di tutti i posti di lavoro, non possiamo non sottolineare che chi paga questo stato di crisi sono sempre e solo i lavoratori, e fra questi i più deboli, i meno tutelati, ovvero i precari, sono i primi a farne le spese.
A peggiorare la crisi, non possiamo non notare che questo periodo sta collimando con innumerevoli ristrutturazioni aziendali volte al mantenimento dei livelli produttivi diminuendo il fattore lavoro. Peggiorano le condizioni di lavoro, si erodono i diritti dei lavoratori e si pongono le basi per la fine della rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro. Davanti a tutto questo è doveroso pensare a forme alternative di sviluppo, eco e socio compatibili, senza le quali la crisi finirà per essere elemento globale e permanente di sfruttamento dei più deboli.
Esprimiamo la nostra solidarietà ai lavoratori della Carpigiani in lotta contro le decisioni della dirigenza, un reale esempio di solidarietà fra lavoratori, auspicando che le parti sociali tornino al dialogo al fini di porre in essere tutte le soluzioni alternative all’ennesima riduzione di personale.






















