Cara/o compagna/o,
è passato quasi un anno dalla sconfitta elettorale, in questi mesi il nostro partito non è stato fermo a rimuginare sulla pesante sconfitta.
Abbiamo attraversato la fase delicata del congresso, che ci ha lasciato amarezza, ma ora è davvero il momento di lasciarsi i dissapori alle spalle; in questi giorni ci sono stati strascichi del congresso, a livello nazionale, alcuni autorevoli compagni hanno fatto la scelta di andarsene, a Forlì, ci teniamo particolarmente a ribadirlo, nessuno se n’è andato da Rifondazione, rinnovando l’impegno di lavorare nella nostra comunità e per la nostra comunità, questa è la cosa fondamentale.Abbiamo, subito dopo il congresso di federazione e durante lo svolgimento di quello nazionale, raccolto la difficile sfida di mettere in piedi la Festa di Liberazione a Vecchiazzano, qualcuno ha pensato che fossimo davvero matti, ma il coraggio, la generosità e la passione di tanti compagni ha fatto sì che la festa riuscisse, anzi abbiamo guadagnato di più degli ultimi due anni, a loro va ancora un immenso ringraziamento.
Con l’avanzare della crisi economica, che ha investito anche il nostro territorio drammaticamente, abbiamo avviato qualche manifestazione, con volantinaggio, raccolta di adesioni, iniziative e abbiamo sperimentato la campagna del BLOCCO-PREZZI, per contenere i prezzi dei generi di maggior consumo. Abbiamo in agenda una cena per raccogliere fondi a sostegno dei lavoratori licenziati della fabbrica Micromeccanica, con l’idea di creare un fondo di sostegno ai lavoratori in difficoltà del territorio.
Il momento di crisi non è ora certo passato, anzi assistiamo ogni giorno alle conseguenze, agli effetti sulla vita concreta, cassa integrazione e licenziamenti, che causano un impoverimento generale delle fasce più deboli e anche delle fasce di medio reddito.
Noi l’avevamo detto già da tempo che il liberismo, la globalizzazione del mercato, nuove forme del capitalismo, avrebbero prodotto questi effetti e abbiamo contrastato questa deriva proponendo un altro mondo possibile. Noi dobbiamo resistere, abbiamo l’obbligo di resistere nei confronti delle persone più deboli che non avrebbero voce se non attraverso il nostro partito. PDL e PD si assomigliano molto, in certi aspetti troppo, l’Italia dei Valori porta avanti un’unica battaglia, quella sulla Giustizia e sulla Magistratura, per quanto giusta ed importante, ma non dice una sola parola su stato sociale, diritti dei lavoratori, tutela delle fasce meno abbienti, ambiente e l’elenco è ancora lungo.
Noi dobbiamo resistere, dobbiamo mettere in moto la nostra passione per agire fattivamente a vantaggio delle persone più deboli, ognuno col contributo che può dare, comunque sempre importante e prezioso.
La nostra festa è un punto fermo da cui partire e sviluppare tutte le iniziative più strettamente politiche, realizzarla è una sfida che si costruisce con l’impegno di tutti.
Per questo ci incontriamo, per fare il bilancio della Festa di Liberazione 2008, per iniziare la programmazione della festa del 2009 a Vecchiazzano e verificare disponibilità e opportunità per altre nostre feste nel territorio.






















