Comunicato stampa su ERP
Alan Signani | 27 novembre 2008Con tutta probabilità lunedì 1 dicembre il Consiglio Comunale di Forlì approverà in maniera definitiva il regolamento per l’assegnazione degli alloggi popolari che introduce il punteggio alla residenza.
Rifondazione già da tempo ha cercato una mediazione con il centro sinistra per togliere questo criterio altamente discriminatorio, proponendo di dare un punteggio non alla residenza ma all’anzianità di permanenza nelle graduatorie, riconoscendo il permanere di un disagio a cui non è stata data nel tempo risposta. Abbiamo trovato un muro; c’è stata, su questo fronte, la netta chisura a discutere sul merito, stupiti poiché la nostra proposta ci pare di buon senso. Tanto più che l’Amministrazione Comunale di Bologna i primi giorni di novembre ha approvato in Giunta l’introduzione, nel regolamento delle assegnazioni ERP, del criterio dell’anzianità di permanenza in graduatoria. Occorre ricordare che si tratta della stessa Giunta che in passato non ha certo esitato ad adottare provvedimenti in sintonia con le destre, ma che oggi su questo tema ha avuto il buon senso di ascoltare l’appello del Presidente della Caritas di Bologna.
Ci sfugge il motivo per cui a Forlì il criterio di anzianità di permanenza nelle graduatorie sia non solo inapplicabile ma anche indiscutibile; forse il motivo risiede nel fatto che questa discussione viene avanzata da Rifondazione Comunista, se così fosse sarebbe davvero grave.
Con la bozza di regolamento alla mano abbiamo provato a calcolare nello specifico cosa comporterebbe l’adozione del punteggio alla residenza; un nucleo famigliare residente da poco nel Comune di Forlì, perché per lavoro si è trasferito da Santa Sofia piuttosto che Modigliana, composto da madre e un figlio disabile, magari anche in condizioni di sfratto anche se non ancora esecutivo, avrebbe un punteggio di 24 punti, una giovane coppia di meno di 35 anni, che ha sempre vissuto a Forlì, anche loro magari con sfratto non esecutivo, a parità di reddito avrebbero 26 punti, superando in graduatoria il nucleo monogenitoriale con un minore disabile, solo perché sono residenti nella città da 18 anni.
Questo principio è inaccettabile poiché penalizza i veri bisogni e testimonia una deriva che occorre senza indugi arginare; oggi la residenza si applica all’assegnazione degli alloggi pubblici, un domani, e crediamo non tanto lontano, si può applicare all’erogazione di altri servizi socialmente importanti. Dall’accesso agli asili a tutte le altre prestazioni sociali comunali inagurando così un vero e proprio welfare separato e in controtendenza alla maggiore flessibilità e mobilità imposta ai lavoratori dal mercato del lavoro.
PRC-SE FEDERAZIONE DI FORLI’






















