Assegnazione alloggi popolari
Alan Signani | 23 novembre 2008Dall’indagine del polo scientifico didattico dell’Università emerge che l’8% dei residenti nella nostra Provincia sono stranieri. Nei nidi forlivesi l’80% dei figli dei residenti stranieri sono nati in Italia e, mentre risulta essere in calo il peso nelle scuole dell’infanzia e alle elementari, significativo è il dato rappresentato dal balzo della frequenza riguardante le scuole superiori attestando il dato complessivamente della popolazione scolastica sul rapporto di 1 a 10 di cui il 30% risultano figli di residenti immigrati nati in Italia. L’indagine rileva inoltre che il lavoro degli stranieri produce l’11% del PIL complessivo realizzato sul nostro territorio e nonostante il numero più alto degli infortuni sul lavoro da parte di lavoratori stranieri , più 18%, l’utilizzo dei costi sanitari risulta essere ben inferiore, tanto da affermare che “casomai è anche grazie al loro apporto che si riescono a sostenere gli alti costi di assistenza sanitaria agli anziani italiani”.Sul fronte delle case popolari nell’ultimo anno le assegnazioni degli alloggi popolari ai migranti è diminuito dell’8% e ricordandoci che l’80% dei forlivesi ha la casa di proprietà, ci invita indirettamente a riflettere che dentro a quel 20% residuo quasi l’intero 8% è rappresentato dalla popolazione straniera che solo in minima parte possiede la casa.Dalla crisi economica, via via sempre più delineata, non si esce con la guerra fra i poveri; Rifondazione Comunista di Forlì ricorda ai cittadini che i fondi stanziati dall’allora Ministro Ferrero per l’edilizia popolare sono stati cancellati dal governo Berlusconi inasprendo ancora di più il conflitto sociale sul fronte del problema case. Sottoscriviamo totalmente le parole dell’assessore provinciale Colareta, PD, quando afferma ”i cittadini immigrati rischiano di subire un’emarginazione ingiustificata se si accende una conflittualità ingiustificata con gli italiani”, mentre siamo davvero molto stupiti dalle dichiarazioni dell’Assessore al Comune di Forlì Loretta Bertozzi, che in merito al nuovo regolamento per l’assegnazione degli alloggi popolari, che introduce il criterio della residenza, in discussione in commissione consigliare, ha pronunciato parole inaccettabili soprattutto per il ruolo istituzionale che ricopre.
Leggiamo nella stampa locale che l’Assessore ha proposto “un riequilibrio che desse meno peso al disagio sociale”. Questa dichiarazione si commenta da sé.
Ci sfugge la logica per cui si negano risposte, dal punto di vista dell’erogazione dei servizi, sulla base dei bisogni, espressi dalle persone socialmente più deboli. Se questo è lo spirito dell’assessore siamo preoccupati. In discussione non è solo un regolamento ma un sistema di valori, a cui deve fare riferimento chi amministra servizi per la collettività; proprio il Partito Democratico prima ha sventolato ai quattro venti la necessità della flessibilità nel mondo del lavoro che comporta la mobilità da un lavoro all’altro, da una città all’altra, dove il mercato richiede, e oggi si appresta a penalizzare proprio quei lavoratori, costretti per necessità a spostarsi in un altro comune, privilegiando la residenza come un valore in sé. Ribadiamo la nostra proposta che riconosce i bisogni, e solo quelli, introducendo nella graduatoria un punteggio per l’anzianità di permanenza nelle graduatorie, cioè considerare il numero di anni in cui un disagio non trova soluzione, e non un ingiustificato premio alla residenza.
RUSCELLI LUCIANO
SEGRETARIO RIFONDAZIONE COMUNISTA FORLI’






















