L’ INCHIESTA DI ATO SUL LIVELLO DI GRADIMENTO DEL PORTA A PORTA A FORLIMPOPOLI
Alan Signani | 13 ottobre 2008Indagine sul gradimento della raccolta rifiuti
Per quanto avessi cognizione che il sistema di raccolta dei rifiuti “porta a porta” avesse trovato l’approvazione dei cittadini di Forlimpopoli mai avrei immaginato che il gradimento fosse così elevato come risulta dall’indagine commissionata da ATO, solo il 9% vorrebbe tornare al sistema di raccolta stradale con cassonetti.
Questa indagine fa anche chiarezza di tante “leggende metropolitane” che presentavano i cittadini Forlimpopolesi in un continuo vagare negli altri comuni per placare la loro crisi di astinenza da “cassonetto”, oppure perennemente intenti a mangiare pesce (neanche fossero pinguini) e di conseguenza ossessionati dalla preoccupazione di smaltire i residui ittici che ammorbavano la cittadina dell’Artusi.
Naturalmente la gestione del rifiuto organico è una delle fase più delicate e che necessità di maggior tempo per una calibrazione, ma nulla di apocalittico emerge anche in questo versante.
Un dato che solleverà riflessioni è che solo l’ 8% dichiara di aver modificato le proprie abitudini negli acquisti, un altro 13 % per “un poco”, e ben il 78% non li ha affatto modificati.
Questo dato ridimensiona l’assunto che la raccolta porta a porta sia di per sé sufficiente ad indurre il cittadino a modificare le caratteristiche dei propri consumi, rifuggendo dall’usa e getta e dalle piccole confezione con tanto imballaggio.
Personalmente il dato invece non mi sorprende, la modifica delle abitudini consolidate all’acquisto necessita di molto tempo, ma soprattutto richiede una modifica del sistema di produzione e distribuzione delle merci, il consumatore acquista quel che trova, quel che gli si suggerisce e si può permettere, d’altronde l’esperienza di Forlimpopoli ha una dimensione troppo limitata per indurre produttori e commercianti ad apportare modifiche finalizzate alla riduzione della “componente rifiuto” delle loro merci, occorre una massa critica più estesa.
Nonostante ciò la produzione di rifiuti a Forlimpopoli è diminuita, per cui suppongo che torneranno fuori le polemiche sulla migrazione dei rifiuti, polemiche che ho sempre trovato poco interessanti, e alquanto strumentali. Una certa migrazione è da mettere nel conto nella fase di introduzione del p.a.p, ma poi va presto ad esaurirsi. Detto ciò sono convinto che la produzione dei rifiuti a Forlimpopoli è già oggi realmente diminuita come succede in ogni luogo in cui si introduce la raccolta puntuale, in parte perché seppur lentamente cambiano gli stili nell’acquisto delle merci, poi si attua il compostaggio domestico, infine perché più semplicemente si smette di gettare nel cassonetto ciò che rifiuto non è, come ad esempio gli sfalci per chi li può tenere nel proprio campo o giardino.
In conclusione il risultato di questo sondaggio dovrebbe rincuorare quegli amministratori conservatori che tentennano sulla trasformazione verso il p.a.p nel timore di andare incontro ad un mancato consenso del cittadini, colgo l’occasione per esprimere grande apprezzamento alle dichiarazioni del Presidente di ATO Bulbi circa l’estensione del sistema p.a.p.
Forlì,11.10.08
L’assessore
Palmiro Capacci






















