DA LEGGERE SOTTO L’OMBRELLONE
Cinzia Colaprico | 14 agosto 2008Andrea Cisi
“Cronache dalla ditta”
Romanzo.
Strade Blu. Mondadori Euro 15,50.
Il protagonista e narratore di questo romanzo, un ragazzo diplomato ragioniere che dopo mesi di precariato interinale si guadagna il posto fisso come operaio metalmeccanico, cerca di combattere la noia, chiacchierando con i colleghi quantomeno originali.
Ecco allora aprirsi lo sguardo disincantato dell’autore su un paesaggio umano tenero e comico insieme, dove il cinefilo Bomber, il cinoco Parrucca, la procace Maura e il vecchio infaticabile Gino, insieme ai numerosi altri che fanno da contorno, ruotano come cavallini su una giostra malinconica e a tratti surreale. Una giostra sulla quale si parla di gossip e di calcio, di politica e di cinesi, di Rocky Balboa e della velina di turno e dove concetti rivoluzionari e d’avanguardia stravolgono le più risapute certezze, sull’onda degli eventi che, fuori dalla fabbrica, la società sta vivendo.
Tratto dal libro:
“Ma è giovedì che mi arriva l’insegnamento più illuminante. Nel pomeriggio, mentre mi accingo a rovinarmi del tutto le nocche delle mani con la polvere di alluminio, tra una ghiera tirata con la chiave a bloccare il pressacavo e una barra sezionata con la taglierina, ho la disarmante sorpresa di scoprire che Pinocchio era un tossicodipendente.
“Té…” mi chiama Stam, che sta sabbiando i bulbi da tre ore con le braccia infilate nei soliti guantoni termici, a Stam fan fare sempre quello, prima o poi implode. “Te che leggi i libri, dammi un consiglio”. Vado là .”Dimmi”. Mi si avvicina con gli occhi, due buchi neri ingoianti la vita. Dentro quello destro un grumo di sangue pulsa. “Sai Pinocchio, no?”. Ci rifletto “Eh, sì, dimmi”. Si fa serio “Sai che praticamente è la storia di un tossico, no?”. Ci rifletto meglio, cerco di non sembrare confuso. “Un tossico? Ma il Pinocchio di Collodi?”. Storce il muso da killer, il grumo di sangue pulsa più veloce. “No (bestemmia), non quello lì, dai.. Pinocchio, quello del naso, quello che caccia le balle gli si allunga la canappia…”. “Eh” confermo “quello di Collodi”. Si altera di botto, mi fa gli occhi. I buchi neri! “NON LO SO DI DOV’ERA PINOCCHIO!”. Gli occhi di Stam sono tremendi, ti bruciano, perdi il sonno. “Comunque” riprende “Sai la storia, no?” e mi fissa. Mi fa gli occhi! Perdo il sonno delle prossime due notti. “Eh…” lo incito ormai curioso. “Ecco, mi piacerebbe scriverla anche a me quella storia lì perchè è bella. Però io son poco bravo a scrivere, pensa te che alle scuole io non avevo neanche una scrittura mia, non.. non avevo una scrittura, io. Mi aiuti tu?”. Resto impietrito. “Ma… se la storia è già stata scritta…”. Mi rifà gli occhi! Perdo un anno di vita. Tocca acconsentire mestamente. Restiamo d’accordo che un giorno verrà a casa mia e, in quanto lettore navigato, scriverò per lui la storia del tossico Pinocchio, già scritto da Collodi. Non dovrò fare nemmeno tanto sforzo. Così ogni giorno imparo qualcosa di nuovo, nuovi insegnamenti. Altro che ateneo. E grazie a questi episodi la settimana mi passa.
Mio commento: ironico e riflessivo. Tanti di noi potrebbero averlo scritto
Buona Lettura






















