Lettera Aperta di Nicola Candido
Alan Signani | 30 aprile 2008Care compagne, Cari compagni,
che, come ama ripetere il compagno “Spumino”, etimologicamente significa “cum panem”, condividere lo stesso pane, care persone con cui condividiamo il pane dei nostri ideali, dopo l’ennesima sconfitta molti di noi sentono ancora più smarriti e tristi, anche Roma è caduta, anche le tante iniziative dei municipi romani sono state spazzate via. Allora il senso di sconfitta straripa in ogni angolo della nostra mente e affievolisce le nostre passioni. Non voglio, come qualche messaggio fa, fare delle analisi razionali, parlare alla ragione. Ora, invece, vorrei parlare ai vostri sentimenti, alle vostre passioni…
Ora, proprio ora, occorre essere orgogliosi di essere di sinistra, comunisti, miscredenti, razionali, pignoli, antipatici (a volte), sensati, poco inclini alle facile conclusioni o alle superficiali generalizzazioni. Tutti noi, noi, gente variamente di sinistra, dobbiamo ricominciare a fare quotidiana egemonia culturale. Il nostro essere di sinistra deve ritornare di “moda”, di tendenza, e non c’è altro modo che rivendicare le nostre idee e i nostri ideali in ogni momento.
So che siamo abituati a perdere, che ormai peggio del 3,1 % è difficile andare, ma la cosa peggiore è che stiamo perdendo il nostro appeal. In altre parole, forse un po’ più politichesi, quanto per compiacere gli addetti ai lavori, stiamo perdendo la nostra battaglia culturale, stiamo perdendo sul terreno dell’immaginario collettivo. Fino a qualche tempo fa la gente che si occupava di cultura era sinonimo di gente di sinistra. Oggi, non è più così e le tendenze di lungo periodo della società vengono dettate dal “mercato della cultura”, dai vari grandi fratello o Amici…. Qualche tempo fa un caro compagno ad una conferenza disse: facciamo tornare di moda la cultura. Facciamo diventare trendy leggersi un libro o scrivere un articolo, invece, che annullarsi davanti alla tv o alla playstation.
Oggi più che mai occorre un scatto, uno slancio, un desiderio di cambiare la nostra vita e di cambiare il mondo. Non parlo del Mondo, quello grande, ma di quello che ci circonda, quello che quotidianamente frequentiamo. Ricominciamo a essere felici di contagiare di felicità ed entusiasmo tutti coloro che ci circondano… Camus diceva, in l’uomo in rivolta, che sarà la bellezza a rivoluzionare il mondo, sarà la bellezza della vita che farà scoppiare la rivoluzione. Difendiamo la bellezza della nostre vite, difendiamo l’unicità ostinata delle nostre normali e originali esistenze, senza paura di cantare stonati al di fuori del coro, di urlare contro il cielo tetro dei prossimi anni…
Allora, care compagne e cari compagni, ricordate che c’è sempre uno spettro che si aggira per l’Europa, e ricordate che quello spettro siamo noi, noi con i nostri corpi e i nostri stili di vita, siamo noi con le nostre passioni… la passione di esistere e di andare in direzione ostinata e contraria… stasera ho riguardato “Z l’orgia del potere” e poi a seguire, per sopravvivere, “Tierra y Libertad” di Ken Loach, compagneros a las barricadas… alle barricate della nostra società, resistiamo alla marea nera della paura che avanza… non abbiamo altro che le nostre esistenze tenaci e precarie per fare la rivoluzione, non perdiamo tempo…. ricominciamo a lottare!!! Smettiamo di resistere e ricominciamo ad avanzare… a volere di più, a non accontentarci… l’anticonformismo è contagioso, la nostra impertinenza forse risveglierà le coscienze assopite, la nostra ironia spazzerà via i dinosauri della politica e politicanti di ogni età… O almeno… è una speranza… ma si sa, la speranza è come il sale, non nutre, ma da sapore al pane…
La mia parte razionale mi dice che occorre lavorare con serietà e perseveranza, in mezzo alla società, per riconquistare la fiducia delle persone, dimostrando loro che la nostra vicinanza e il nostro impegno li aiuta veramente e concretamente. Come ha detto un compagno l’altra sera, cominciamo noi a dare alle persone, invece di chiedere: un voto, una firma, l’impegno politico, ecc. cominciamo ad aiutare le persone in difficoltà. Concretamente!!! Ricominciamo dal sociale e dal volontariato, invece di perderci in stucchevoli analisi, che capiremmo, a stento, solo noi, ma che non cambierà la vita della gente nemmeno di una virgola…
Io nel mio piccolo ci provo…. Forse se uniamo i nostri piccoli, riusciremo a costruire un partito diverso, una politica radicalmente nuova…
I pensieri si affollano, ma è doveroso da parte mia non travalicare le 5000 battute e non abusare della vostra attenzione.
Care compagne, cari compagni,
Buona notte!!!! Sperando di risvegliarci di fronte al Sol dell’avvenire…






















